The Black String Theory
USA
Pubblicato il 13/05/2012 da Lorenzo Becciani
 
Come avete trascorso gli ultimi due anni?
Scrivendo e sviluppando materiale, provando e suonando dal vivo. Ci siamo concentrati sui social network cercando di interagire il più possibile con chi ha ascoltato le canzoni del promo, comunicando direttamente con loro e costruendo la fanbase una persona dopo l'altra. Gli ultimi sei mesi purtroppo hanno segnato la separazione con Manny. Dopo la sua partenza ci siamo dovuti assestare e ho lavorato sugli obiettivi da portare avanti con l'album. 
 
In cosa ritenete di essere migliorati maggiormente?
Il suono generale è più definito e anche la direzione intrapresa è chiara. Dopo avere pubblicato il mini avremmo potuto seguire diverse strade ma sapevo cosa ottenere e sono soddisfatto del risultato  raggiunto. 
 
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare tutte le canzoni?
Alcuni brani sono nati in un mese circa mentre altri sono la conseguenza di un processo lungo tre anni e per completare registrazione e mixaggio sono serviti nove mesi in totale. 
 
Esiste un concept che lega le tracce tra loro?
Come suggerisce il titolo del disco le canzoni hanno a che vedere con avversità, blocchi personali, costrizioni che mi hanno visto combattere per ottenere quello che volevo nel mondo e problemi ad accettare la propria personalità. In definitiva il concept è molto intimo. Una sorta di confessionale. 'Remission' è un brano escluso all'ultimo momento dalla scaletta e il ritornello  - “I'm in a state of remission, trying to understand my ways, I'm in a state of remission, to bring about this change” - riassume il tema generale. 
 
Perché avete scelte 'This Clouded View' come primo singolo?
E' stato il primo pezzo scritto assieme con Manny e penso che trasmetta una grande energia. Mi piace molto la parte di batteria e dopo il mini avevamo bisogno di qualcosa che esprimesse in modo naturale la direzione scelta dalla band. Al suo interno ci sono tutti gli elementi che caratterizzano la nostra proposta. 
 
Il video è fantastico. Dove lo avete girato?
Sei molto gentile. Il regista è gallese e sichiama Brynach Day, vive a Los Angeles e si è laureato a UCLA. Le riprese sono state divertenti, abbiamo svolto quasi tutto in una piccola stanza oscurata con fogli di giornale in modo che l'unica fonte di luce fosse la videocamera stessa. Abbiamo suonato il pezzo una dozzina di volte girando da diverse angolazioni e con vari filtri. Nonostante lo scarso budget a disposizione siamo riusciti a fare un grande lavoro. 
 
Di cosa parlano 'Rapture' e 'Finding The Grey'?
'Rapture' parla di come è possibile riscoprire se stessi dopo avere preteso di essere qualcun altro. La sensazione successiva è una specie di alienazione. 'Finding The Grey' spiega come si possano leggere in maniera certe situazioni, cercando di non fossilizzarsi sui pregiudizi e sperando che un atteggiamento positivo possa mutare il proprio percorso esistenziale. 
 
Avete deciso di chiudere il disco con una versione acustica di 'A Lifelong Mystery'..
Dal momento in cui abbiamo iniziato è il nostro brano più popolare e volevamo mostrare l'efficacia della linea melodica togliendo alcuni strumenti e senza produzione. 
 
Chi si è occupato dell'artwork?
Una nostra amica di nome Krizia Ebalo. Ha sviluppato un disegno e lo abbiamo scelto tra altre copertine prese in considerazione per la capacità di adattarsi alle liriche. 
 
In quale stato di salute versa la scena alternative di Los Angeles?
Con il rischio di sembrare negativo devo ammettere di essere abbastanza scoraggiato. A parte qualche comunità come Echo Park e Silverlake non ci sono locali che incoraggiano persone ad ascoltare un certo tipo di musica e supportare band del posto. Trovo assurdo pagare per suonare dal vivo! Non parlo delle scene hardcore, punk e metal che sono sicuramente più unite ma in generale è calato l'interesse verso i concerti underground. Se non hai passaggi radio è davvero difficile sopravvivere. 
 
Cosa dobbiamo aspettarci adesso?
A luglio daremo alle stampe un deluxe cd con bonus tracks e organizzeremo delle date acustiche. L'anno scorso ho conosciuto un chitarrista del posto, David Duarte, che porta avanti un progetto interessante e si è offerto di aiutarmi negli arrangiamenti acustici dei pezzi. Spero di potere suonare in più posti possibili per conoscere tutte le persone con cui ho parlato su Twitter e Facebook. 
 
Invitate dei session sul palco durante i vostri live set?
Al momento suoniamo in due con dei sequencer ma vogliamo che la prossima line-up sia completa in modo da poterci concentrare solamente sulle nostre parti. 
 
Lakers o Clippers?
Non sono appassionato di pallacanestro ma i Lakers sono il simbolo di Los Angeles e la città diventa viva quando vincono. Per certi versi sono contento che i Clippers stiano andando bene perché per anni sono passati in secondo piano. 
 
(parole di Scott van Dort)
 

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