Miseration
Svezia
Pubblicato il 05/09/2012 da Lorenzo Becciani


La struttura dei pezzi è in apparenza molto diretta e semplice ma in realtà l'aspetto tecnico è curato nei dettagli. Come siete arrivati a questo risultato?
Non c'è niente di pianificato. Le canzoni nascono per conto loro nel modo più naturale possibile. Non vogliamo forzature di alcun tipo.

A tuo parere qual è il pezzo più tecnico del disco?
Senza dubbio 'Stepping Stone Agenda'.

In cosa ritieni di essere migliorato maggiormente come musicista negli ultimi tempi?
Ho fatto passi avanti in aree non strettamente legate al metal. Ho perso interesse per la scena e ascolto band di stile totalmente differente. Mettermi alla prova con il soul o il jazz può essere divertente quanto picchiare duro con la chitarra ad otto corde e rappresenta un bilanciamento importante.

Siete profondamente legati alle origini del death ma allo stesso tempo vi piace sfidare l'ascoltatore. Quali erano i vostri obiettivi prima di entrare in studio stavolta?
Abbiamo semplicemente cercato di scrivere il migliore album possibile e ci siamo riusciti senza inventare nulla di nuovo ma compiendo progressi significativi rispetto al passato. Ci siamo mossi in direzioni differenti ma questo non vuol dire che il prossimo album sarà come questo o prevederà l'aggiunta di altri strumenti. Come band devi necessariamente metterti in gioco e non vogliamo pubblicare due volte lo stesso disco nel modo più assoluto.

Nel tessuto strumentale trovano posto l'arpa indiana, il Santur e l'organo. Desideravate ottenere uno spettro espressivo maggiore?
Esattamente. Invece di suonare armonie etnico-orientali con la chitarra abbiamo pensato fosse più interessante introdurre questi strumenti. In generale ho sempre suonato basi ritmiche mentre stavolta ho inserito qualche assolo melodico e alternato un fuzz pedal con altri bass octave. Tutto molto divertente.

E' stato difficile mixare il disco?
Sì alcuni brani hanno richiesto parecchio tempo.

Qual è la tragedia peggiore per il genere umano?
Ce ne sono così tante che è difficile scegliere la peggiore tra queste. La sofferenza puo' essere a livelli molto diversi. Se perdi la tua famiglia in un incidente di auto è un dolore molto diretto ma ci possono essere perdite importanti anche a distanza come quando avviene uno tsunami dall'altra parte del mondo. Orribile e shockante anche se non influenza la tua vita personalmente.

Christian e Markus lavorano in Svezia mentre te risiedi in Finlandia. Comporta dei problemi questa distanza?
Per fortuna hanno inventato quella bizzarra creatura che è internet. Comunichiamo tramite email e ci spediamo le varie registrazioni a vicenda. In questo modo riusciamo a scambiarci idee e finalizzare il materiale abbastanza rapidamente.

Come compareresti 'The Mirroring Shadow' e 'Tragedy Has Spoken' in termini di produzione?
Il nuovo album ha molti più bassi che non derivano da accordature abbassate ma proprio dallo strumento stesso. E' un elemento cruciale per infondere al suono quel corpo heavy di cui aveva bisogno. 'The Mirroring Shadow' era troppo pulito e quindi abbiamo deciso di sporcarci un po' le mani. Siamo diventati meno educati.

Cosa intendete trasmettere con la copertina?
E' la stanza del cuore con una città in rovina al suo interno. Ognuno è libero di interpretarla come vuole. Libertà di espressione. Quello che immagini probabilmente non è così lontano dalla realtà.

(parole di Jani Stefanovic)

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