Il nuovo album mi ha davvero sorpreso. Non tanto a livello tecnico perché sapevo già che eravate molto bravi quanto per la varietà di soluzioni e le dinamiche che valgono senza dubbio un'esposizione maggiore all'estero. Era questo l'obiettivo principale prima di entrare in studio?
(Marco) Ad essere onesti credo che nessuno di noi si sia posto obiettivi particolari durante il processo compositivo. Credo di poterti dire che quello che senti è il risultato di un naturale e inevitabile processo evolutivo: nel corso degli ultimi tre anni la line-up è cambiata, e i nuovi elementi hanno trovato territorio fertile e menti aperte in grado di recepire le nuove influenze stilistiche, pur mediate, sia in me che in Giancarlo, da un profondo amore e un profondo rispetto per il materiale precedente della band! Diciamo che l'unica operazione consapevole, da un punto di vista compositivo, è stata quella di mettere le nostre idee e le nostre esperienze al servizio di una band che già ci piaceva, senza quindi cercare di snaturarne il sound e l'attitudine!
Cosa vi ha spinto ad intitolare l'album 'Anima'? Qual è il legame con l'artwork?
(Laura) crediamo che questo album sia in qualche modo l’essenza della band, è quello che noi sei in qualità di persone e musicisti siamo. Anima è volutamente in italiano. Secondo me nulla più di una semplice parola ma con un significato così profondo poteva descrivere meglio questo lavoro. L’artwork è stato un processo di difficile realizzazione: credo di aver messo in crisi il grande Travis Smith quando gli ho detto che l’album si sarebbe intitolato così. Il colore dell’artwork è molto controcorrente secondo me, è un colore caldo, passionale, distante dalle moderne concezioni; a questo però si associa una specie di collage che rappresenta la band fusa in un’unica figura. Al centro la fiamma che arde. L’anima.
Raccontateci tutto quello che è successo dall'uscita di 'In Our Eye' ad oggi...
(Laura) 'In Our Eye' è il risultato di un percorso difficile che noi, come altre band, abbiamo affrontato e che è proseguito anche dopo la release dell’album. Ha sonorità molto cupe, frutto di un songwriting introspettivo, in qualche modo complicato, quasi come fossimo in difficoltà nell’esprimere noi stessi. Il cambio nella line-up seguente ha invece dato nuova linfa al gruppo, energia nuova che ha alimentato il percorso di maturazione che comunque i vecchi memebri stavano già compiendo. Il risultato è 'Anima'. Non male no?
Riascoltando adesso quell'album quali erano i suoi punti deboli?
(Laura) In sincerità faccio fatica ad ascoltare 'In Our Eye'. Contiene brani impegnativi anche dal punto di vista emotivo per me, alcuni sono un vero e proprio groviglio di idee che non riescono a trovare una via di fuga e un’espressione musicale definita. E’ cupo, troppo introspettivo, a tratti incasinato. Decisamente come eravamo noi durante la composizione e le registrazioni. Ma probabilmente è stata una tappa necessaria nella maturazione.
Alcuni passaggi di 'Anima' sembrano più legati a 'Sham Of Perfection' o sbaglio?
(Marco) Non credo che tu sbagli, ma non credo nemmeno sia una cosa voluta. Semplicemente 'Sham Of Perfection', a mio avviso, aveva delle melodie pazzesche, sia a livello vocale che in alcuni momenti strumentali. D'altra parte, pur non avendo fatto parte del processo compositivo di 'In Our Eye', devo dire che ho amato anche diversi aspetti di quell'album quindi penso che, sebbene inconsciamente, abbiamo preso dal punto di vista compositivo quello che ritenevamo "il meglio" di entrambi i lavori e lo abbiamo mescolato con un quello che è il vissuto di due musicisti nuovi. Mi rendo conto che detta così sembra una frase uscita da un programma di cucina ma è altrettanto vero che comporre un disco è spesso molto simile a una ricetta, in cui però gli ingredienti li scegli in parte con la ragione ed in parte con l'istinto! Ecco, credo che 'Anima' sia il nostro voler dire che cuore, testa e "pancia" possono lavorare benissimo assieme...
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare le nuove canzoni?
(Marco) In realtà il processo compositivo è stato abbastanza agile. Ci abbiamo messo circa un anno tra composizione del materiale e registrazione. Tristemente difficile è stato trovare qualcuno che credesse al progetto, un'etichetta che facesse un lavoro di alto livello. Alla fine però posso dire che gli sforzi sono stati premiati e che i ragazzi della Valery stanno facendo un lavoro super!
Siete entrati in studio con undici tracce o avete fatto una selezione?
(Marco) Il lavoro di scrematura l'abbiamo fatto a priori. Non ci crederai, ma ho nell'hard disk almeno venti pezzi scartati! Siamo entrati in studio con le idee estremamente chiare su quello che ritenevamo il materiale giusto, e le sonorità che volevamo ottenere...
A livello di produzione a quali album vi siete ispirati maggiormente?
(Marco) Parlando di produzione direi quelli dei Rammstein di cui siamo tutti grandi fans! In generale, l'obiettivo di questo disco era per tutti quello di ottenere un mix potentissimo ma che allo stesso tempo mettesse ben in evidenza il nostro punto di forza ovvero la voce di Laura! E, se ci pensi, con le dovute differenze stilistiche, nei Rammstein succede esattamente questo. Hai un impatto sonoro devastante ma la voce ha sempre uno spazio suo ben preciso, non affoga mai nel mix. Cosa che purtroppo in molte produzioni metal invece succede...
Cosa avete chiesto a Luigi Stefanini in termini di mixaggio?
(Marco) Di aiutarci a tirare fuori un disco super! Scherzi a parte, vale il discorso precedente. Un mix con un sound moderno e ben preciso, che mettesse la voce in primo piano senza sacrificare minimamente l'impatto!
Il tuo è stupefacente. Migliora di disco in disco. Quali sono i segreti dietro a questa evoluzione?
(Laura) Forse l’invecchiamento. Non so quali siano i segreti, credo sicuramente il conoscere un po’ di più sé stessi dovuto al trascorrere del tempo. E magari l’innamoramento che ho provato nei confronti dei brani che vanno a comporre il disco. In fondo mi appartengono. E' stato bellissimo scrivere le linee vocali e mi danno ancora oggi sensazioni vive.
Adesso provate a recensire 'Days And Lies' e 'The Life Before' per i nostri lettori..
(Marco) 'The Life Before' è un pezzo che, pur non avendo scritto dal punto di vista musicale, amo particolarmente e sento mio, per via dell'apporto che ho datoalla stesura del testo in growl. In definitiva, direi che, pur partendo da una mia esperienza personale, la canzone racconta qualcosa attraverso cui siamo passati tutti, ovvero il percorso, duro e pieno di ostacoli, che una persona deve fare nella vita per lasciarsi alle spalle qualcosa di particolarmente doloroso. Musicalmente mi piace molto il mosh centrale, credo abbia la giusta dose di violenza...
(Laura) 'Days And Lies' ha una struttura quasi perfetta secondo me: semplice, lineare, efficace e comprensiva di tutto. Le linee vocali sono morbide ed espressive nelle strofe, aperte e incisive nei ritornelli. Il theremin suonato da Luigi Stefanini è un tocco di finezza in più. Le lyrics sono semplici, lontane da fronzoli o ricercatezze inutili. Eccetto lo special violentissimo è una canzone quasi pop. Ma pop non è una brutta parola!!! E’ molto “Anima” questa song..
Perché avete scelto proprio 'Struggling At The Mirror' come singolo?
(Marco) Ricordi quando ti ho detto poco fa che avevamo le idee chiarissime sui brani da mettere nel disco? Ecco, l'unica eccezione è stata, indovina un po', 'Struggling At The Mirror'! Pensa che avevamo chiuso il disco a dieci tracce, e a due settimane dall'entrata in studio, mi è capitato di riesumare questo brano, che era provinato al novanta per cento uguale a come lo senti, ma non l'avevo mai proposto perchè mi sembrava troppo inusuale dal punto di vista compositivo rispetto al resto del materiale. Viene da un periodo in cui ascoltavo molto metal statunitense, band come Disturbed e Breaking Benjamin. Credo che Laura se ne sia innamorata proprio perchè le consentiva di cantare in maniera diversa dal "solito". Fatto sta che, appena l'ha sentito, se n'è uscita con questa linea melodica pazzesca, questo cantato super groovy.. diciamo che abbiamo deciso che sarebbe stato il singolo prima ancora di sentirlo registrato, in cinque minuti ed infatti è l'unico brano che è arrivato dalle preproduzioni senza avere la voce registrata...
Il paragone con i Lacuna Coil vi infastidisce o vi inorgoglisce?
(Marco) Per carità, se qualcuno ci paragona ai Lacuna Coil non può che inorgoglirci! Sono una grande band, una delle poche voci del metal italiano al di fuori dei confini nazionali, e Maus in particolare è un mio caro amico e una persona super! Detto questo, io, personalmente, non vedo particolari similitudini nè in termini di sound, nè in termini di composizioni... Forse l'unica cosa che realmente ci accomuna è il fatto di avere due voci femminili che hanno creato uno stile loro, che, a mio avviso, sono un po' atipiche rispetto a tutto il resto che propone il panorama metal con voce, appunto, femminile...
(Laura) Assolutamente in accordo con Marco!
Quali sono i dischi death metal che avete apprezzato di più negli ultimi anni?
(Marco) Per me sicuramente gli ultimi due degli In Flames, 'A Sense Of Purpose' e 'Sounds Of A Playground Fading', senza contare la mia grande passione per gli Slipknot, quindi metto anche 'All Hope Is Gone'.
Tystnaden proviene dallo svedese e significa silenzio. Quanto è importante il silenzio in musica?
(Laura) Fondamentale. Il silenzio è parte inscindibile della musica. Abbiamo decisamente rifiutato in passato, su esplicita richiesta, di cambiare il monicker. Forse non è stata una scelta geniale dal punto di vista del marketing vista la difficile e dura pronuncia ma importante per il significato che questo nome ha per noi.

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