Kerrang! vi ha descritto come i salvatori del metal inglese. Avvertite pressione attorno alla band?
Per niente. Facciamo semplicemente quello che vogliamo e se qualcuno ci segue rappresenta un bonus. Sentire pressione per cose del genere potrebbe farmi impazzire sul serio.
Quali sono le vostre influenze maggiori?
La nostra musica è un mix di quello con cui siamo cresciuti. Non scriviamo niente di predefinito. Entriamo in studio e tutto nasce in maniera naturale. L'unica influenza quindi sono le emozioni che si generano dentro di me.
Vi siete formati otto anni fa. Quali sono gli eventi principali che vi hanno portato a pubblicare 'Daggers'? Quanto è cambiato il vostro approccio compositivo in tutto questo tempo?
Non ne posso scegliere solo qualcuno. Il nostro passato è fatto di duro lavoro, giorno dopo giorno, cercando di migliorare in continuazione. Il songwriting è sempre uguale ma sono cambiati gli obiettivi. Volevamo un disco più focalizzato e con una produzione che spaccasse. I brani di 'Grave Times' erano più tirati con grandi intro, outro e stacchi intermedi. Questo è uno schiaffo in faccia.
Come siete entrati in contatto con Nuclear Blast?
Lavorare con l'approvazione di Mark Palmer e Monte Connor è un sogno diventato realtà. Hanno fatto crescere tantissime band quando erano alla Roadrunner. Quando abbiamo finito di registrare 'Daggers' erano passati alla Nuclear Blast e anche se eravamo in discussione con altre label abbiamo approfittato al volo dell'occasione che si è presentata.
Quanto tempo avete impiegato a comporre e registrare il materiale?
E' stato scritto in due mandate. La prima metà un anno prima delle sessioni di registrazioni ed il resto quando siamo andati in Florida. Qualcosa è stato anche aggiunto in studio ma ci tengo a sottolineare ancora una volta che il processo è stato estremamente naturale e senza alcuna pressione. La differenza principale è stata lavorare con Jason Suecof. Prima producevamo tutto io e Stitch e quindi è stato un po' strano all'inizio ritrovarci con una terza persona che giudicava la nostra musica. Con il passare del tempo è cresciuta la fiducia nei suoi confronti ed il rispetto della sua opinione.
Perché avete deciso di registrare in Florida?
Ci piacevano le sue produzioni e da tempo volevamo collaborare con lui. Un giorno ci ha scritto un'email dicendoci che amava la band e non ci siamo fatti sfuggire l'opportunità. E' un professionista con cui si lavora senza problemi. Molto meticoloso ma anche divertente.
Come compareresti 'Daggers' al suo predecessore?
Questo disco è superiore dal punto di vista sonoro perchè non è stato registrato a casa mia ma in uno studio professionale. Le liriche sono più personali e le canzoni più dirette.
Perchè avete scelto 'Sleeper' come anteprima del disco?
E' il primo pezzo e volevamo che la gente avesse un assaggio del prodotto in generale. Abbiamo pensato che fosse il modo più naturale per creare una certa aspettativa.
Ritieni che il termine industrial sia abusato?
Lo è senza dubbio. Quello che è industrial per me potrebbe non esserlo per altri! Ricordo che andai in un club industrial da giovane pensando di ascoltare band come Ministry e Nine Inch Nails e invece trovai un sacco di artisti dance prodotti da schifo.
Quali synth e software avete utilizzato?
Per il programming ci siamo affidati a Logic, Pro Tools per il mixaggio e poi un sacco di plugin diversi. Come synth Andromeda e mini monster.
Di cosa parlano 'Unspoken' e 'The Infected'?
'Unspoken' doveva intitolarsi 'Daggers' inizialmente ma non volevamo limitare il significato del disco ad un solo brano. Il testo parla di politica e di tutti i modi con cui nella vita reale inganniamo la natura dell'uomo. 'Infected' è la celebrazione di tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato nel muoverci nell'industria musicale.
A cosa si riferisce l'artwork?
Volevamo ricreare una scena specifica del video di 'Unspoken'. I fiori simboleggiano la prospettiva di una fruttifera cooperazione futura ed il pugnale dietro la schiena i motivi e gli impedimenti ulteriori che creano delusione.
Hai incontrato più santi o peccatori lungo la strada?
Trovi di tutto. Devi semplicemente cercare di vivere un giorno alla volta e raccogliere tutte le esperienze.
Come vi siete trovati con Ghost e Gojira al Jagermeister Tour?
E' stato divertente e ci hanno trattato molto bene. E' stato un onore dividere il palco con due band di quel calibro. All'inizio i ragazzi dei Ghost si presentavano sempre in maniera diversa. Il tastierista diceva di essere il cantante e il giorno dopo il chitarrista.
Quali sono i piani dal vivo?
In questo momento stiamo guidando dallo Iowa al Colorado. Tra un paio di settimane finiremo il tour americano a Los Angeles e poi torneremo in Inghilterra per qualche data.
Sei mai stato in Italia?
Una volta sul Lago di Como. Davvero stupendo! Mia madre è metà italiana e ho diversi parenti da quelle parti.
Cosa succederà domattina?
Adesso abbiamo la possibilità di spostare tutto su un livello superiore, girare il mondo e suonare la musica che amiamo. Vogliamo concentrarci ancora di più sullo sviluppo dei nostri show e rendere ogni persona che viene a vederci orgogliosa di essere un fan dei The Defiled.
(parole di AvD)


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