The Movements
Svezia
Pubblicato il 03/10/2013 da Lorenzo Becciani

Prima di tutto presenta la band con una breve biografia...
Abbiamo iniziato a suonare insieme molti anni fa quando eravamo ancora poco più che ventenni. Da allora abbiamo pubblicato alcuni album, ep e singoli e girato il continente in tour diverse volte. Durante il percorso la line-up ha subito dei cambiamenti e di recente abbiamo registrato due album. La seconda parte di 'Like Elephants' verrà pubblicata all'inizio del prossimo anno.

La vostra discografia è ricca di uscite. Puoi darci un chiarimento a riguardo?
La prima uscita ufficiale della band è il dieci pollici 'Drag Me Up' che risale al 2004. L'anno successivo pubblicammo il primo full length 'Grains Of Oats'. Nel 2009 abbiamo rilasciato 'The World, The Flesh And The Devil' e 'For Sardines Space Is No Problem' e nel 2011 'Follow The Movements'. Nel frattempo sono usciti diversi singoli e un ep con gli Angry Dead Pirates.

Quanto è cambiato il vostro approccio compositivo dai primi tempi?
A dire il vero molto. All'inizio trasmettere un'energia punk più cruda possibile era il nostro principale obiettivo poi siamo rimasti affascinati dal kraut rock e dagli Hawkind. Adesso ogni membro compone delle canzoni ed è diventato più difficile scegliere il materiale da pubblicare. Per questo i due album che stanno per uscire sono superiori a tutto il resto, il songwriting è più solido e la composizioni è stata attentamente pianificata. Abbiamo lavorato duro anche sulle liriche.

La scena musicale di Goteborg è famosa soprattutto per l'heavy metal ma anche per gruppi rock come Hardcore Superstar, Graveyard e The Soundtrack Of Our Lives. E' stato difficile trovare un'etichetta che credesse nella vostra proposta?
Non siamo molto conosciuti in patria perché abbiamo suonato più nel resto d'Europa che a casa nostra ma conosciamo bene la scena e sapevamo quali erano le persone giuste da contattare. Eravamo consapevoli che avremmo sorpreso anche noi stessi creando due album di elevata qualità e pensavamo che l'idea di pubblicare due album potesse risultare interessante. La Crusher Records era al primo posto della lista e quindi siamo felici di avere realizzato la cosa.

Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare il materiale?
C'è voluto un pò. Abbiamo cominciato nel 2010 ma ci sono state diverse sessioni. Le registrazioni si sono svolte ai Music a Matic e presso il nostro studio Parkeringshuset. La produzione è stata effettuata insieme a Michael Nilsson. Con il tempo abbiamo imparato a produrci senza troppi problemi. Non litighiamo più per ogni dettaglio.

A quali album vi siete ispirati in termini di produzione?
'White Album' dei Beatles, 'Forever Changes' dei Love, 'Surfs Up' dei Beach Boys, 'Just For Love' dei Quicksilver Messenger Service, 'Anthem Of The Sun' dei Grateful Dead..

Quando si parla di rock psichedelico la prima cosa che viene in mente è il deserto californiano. Quali sono le vostre influenze principali?
Le prime band che abbiamo sono seguito sono The 13th Floor Elevators e The Seeds ma poi abbiamo allargato lo spettro di riferimento incorporando band degli anni sessanta e settanta ma anche il kraut rock ed il garage rock degli anni ottanta.

Perché avete preferito pubblicare due diverse parti e non un doppio album?
Un doppio album sarebbe stato più complicato da afferrare. Troppo lungo in verità. Crediamo che la durata giusta per un album sia sui quaranta minuti ed ogni lato del vinile ha la propria personalità. Per chi ascolta abitualmente questo formato viene naturale ma è il motivo per cui è stata inserita una pausa nel cd tra i pezzi del lato A e del lato B. E' come se fosse un nuovo inizio. L'obiettivo è quello di permettere alle persone di vedere le canzoni come entità separate e guadagnare più spazio possibile.

Possiamo definire 'Like Elephants' un concept?
Non lo è perché ogni testo ha le sue caratteristiche distintive ma abbiamo lavorato tantissimo sul flusso della musica tra i due album. Ogni tassello combacia con l'altra e ci auguriamo che venga notato quanto possa essere potente come mezzo di comunicazione.

Prova a recensire 'The Death Of John Hall D.Y.' e 'Great Deceiver' per i nostri lettori...
Penso che siano tra i brani migliori.La prima ha un tocco folk rock mentre la seconda è supportata da un approccio psichedelico più dark e pesante. Sono felice di come sono venute fuori le chitarre nel mixaggio finale.

Chi si è occupato dell'artwork?
Gli elefanti hanno dei metodi di interagire tra loro che vanno oltre quello che gli esseri umani riescono a comprendere. Henrik Persson ha cercato di mettere in evidenza questo sesto senso che spesso funziona meglio di tante altre tipologie di comunicazione. La copertina descrive qualcosa di spirituale che non possiamo completamente capire. E' difficile avere un quadro completo. Con questi due album speriamo di raggiungere un livello di comprensione più profonda da parte delle persone interessate.

Dove avete girato il video di 'The Death Of John Hall D.Y.'?
Principalmente al Pilane, una mostra di sculture all'aperto presso il Bohuslän. Un posto davvero bellissimo. Altre riprese sono state effettuate in seguito dal regista Patrik Lager.

Amate suonare sotto sostanze stupefacenti?
Non ci piace parlare di droghe. Immagino che ognuno di noi abbia un approccio diverso a certe sostanza ma quello che conta è sempre la musica.

Puoi dirci qualche gruppo svedese underground che merita la nostra attenzione?
Conosciamo da anni i ragazzi che gravitano attorno a Graveyard, Spiders, Den Stora Vilan, Hills e Bombus. Con loro abbiamo suonato spesso o condiviso la sala prove. Le nuove band che posso consigliarti sono Goath, Horisont, Slowgold e Son-Son.

(parole di Christian "Krita" Johansson)

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