Tardive Dyskinesia
Grecia
Pubblicato il 26/11/2013 da Lorenzo Becciani

Intanto direi di introdurre il concept che si cela dietro a 'Static Apathy In Fast Forward'...
Il titolo è legato a quelle situazioni che avvengono attorno a noi senza che ce ne rendiamo conto. Cose che si ripetono quotidianamente quando noi siamo incollati ad uno schermo e siamo impossibilitati a prestare attenzione. Passo un sacco di tempo davanti al computer a causa del mio lavoro e devo dire che l'ho sperimentato quasi empiricamente.

Cosa intendete trasmettere con i vostri testi?
Penso che sono caratterizzati soprattutto dall'elemento umano. Ogni traccia ha qualcosa di diverso da dire. Tutte quante però sono basate su emozioni, immagini e situazioni che ci riguardano giorno dopo giorno e che prese singolarmente magari ci annoiano o ci fanno arrabbiare. L'apatia che sperimentiamo nella società di oggi.

Gli album precedenti secondo me erano troppo derivativi invece questo terzo full lenght è la tipica release che tira fuori la creatività dalla propria mente. Ci sono un sacco di colori e differenti ombre nel songwriting. Quanto è cambiato il vostro approccio durante gli anni?
Ci piace sperimentare ed evolvere come musicisti. Specialmente quando si parla di songwriting. Non ci sono stati sforzi ulteriori riguardo a 'Static Apathy In Fast Forward' perché tutto è nato in maniera spontanea. In molti hanno notato che con questo album è rimasta intatta la componente progressive ma ci siamo divertiti a fare un po' di casino con parti atmosferiche, melodie e ritornelli.

I cambiamenti della line-up hanno avuto un ruolo importante in tale evoluzione?
Non in particolare. Il corpo principale è sempre lo stesso.

A quali album vi siete ispirati stavolta in termini di produzione?
Ascoltiamo diversi generi di musica. Tra le nostre influenze puoi trovare Meshuggah, Textures, Gojira, Mastodon, Rush, Pantera e Metallica. Nello specifico ci siamo focalizzati soprattutto sulla nostra proposta e su come evolverla.

Come nascono le vostre canzoni?
Componiamo separatamente le idee di base. Le prendiamo come linee guida per cominciare a lavorare finché non siamo pronti ad entrare in studio e jammare insieme. E' sempre stato il nostro metodo. All'inizio sono io ad occuparmi di buona parte del songwriting ma poi curiamo insieme le variazioni da apportare.

Puoi svelarci qualche dettaglio tecnico riguardante il nuovo album?
Dovresti chiedere a Steve Lado che oltre ad essere un eccellente chitarrista si è occupato di registrazione, mixaggio e masterizzazione nel suo studio personale. Personalmente ho visto solo premere dei bottoni e accendersi delle luci. Posso dirti che abbiamo usato chitarre a sei corde con il tuning fissato a BEADF#B. Abbastanza inusuale per questo genere.

Ritieni che la tecnologia dei software di produzione musicale si stia muovendo nella direzione di un grande songwriting oppure l'unica possibilità è quella di adattarsi? Quali sono i programmi che utilizzate maggiormente?
La tecnologia non ha certo aiutato la musica. Personalmente uso Nuendo che mi aiuta a mettere insieme le idee prima di farle ascoltare ai miei compagni. Ti offre la possibilità di creare e sperimentare a casa ma la cosa finisce lì. Siamo tutti a favore dell'evoluzione ma bisogna stare attenti a non rimanere intrappolati dal desiderio di eccedere nelle proprie abilità. Alla fine quelle vengono fuori sempre dal vivo.

In quale stato di salute versa la scena musicale atenese attualmente?
La qualità si è alzata abbastanza negli ultimi due anni. Oltre a quelle tre o quattro band conosciute a livello internazionale vale la pena di ascoltare Universe 217, Agnes Vein, Stereo Animal, Planet Zeus, Lucky Funeral, Still Falling, Revenge Of The Giant Face, The Voldera Cult, Exarsis e Lunatic Medlar.

Trovi più interessante la scena post metal americana o europea?
Ascolto entrambe ma penso che i gruppi europei abbiano più da offrire.

Di cosa parlano 'The Chase Home' e 'Time Turns Planets'?
'The Chase Home' parla di immigrazione. In Grecia sta succedendo un po' come in altri paesi. Lasciare il proprio paese in cerca di una vita migliore non è sempre piacevole. Sfortunatamente tante persone sono costrette a lasciarsi tutto alle spalle con la speranza di un domani migliore. 'Time Turns Planets' invece della pressione esercitata dal tempo sulle nostre esistenze.

Come è nata la collaborazione con Artemis?
Lo conoscevo ancora prima di parlare di un'eventuale collaborazione. Sono sempre stato un fan della TerrorXCrew storica realtà rap del nostro paese. Penso che sia il massimo in quel genere e ammiro la fluidità ed il ritmo del suo stile. Quando ho saputo che gli piaceva la nostra musica mi sono messo in contatto e mi ha parlato di una nuova traccia sulla quale voleva che aggiungessimo dei layers di chitarra. Così abbiamo iniziato a discutere della cosa e poco dopo è arrivata la proposta di includere tutti i membri della band.

Quali altri artisti rap ti piacciono?
Dalek, Cypress Hill e Hacktivist che mischiano djent e rap con risultati interessanti.

Cosa pensi del djent? E' solo un trend destinato a dissolversi?
In ogni genere ci sono gruppi fantastici ed altri trascurabili. Considera che le due o tre band che hanno iniziato tutto questo non vogliono sentire parlare di quel termine. Onestamente non penso che suoniamo djent ma se qualcuno vuole appellarci in quel modo non mi infastidisce. Se è solo un trend o meno sarà il tempo a deciderlo.

Qual è stata la vostra esperienza live più esaltante fino adesso?
Quando abbiamo supportato Meshuggah e The Dillinger Escape Plan ma anche l'Euroblast Festival in Germania.

(parole di Manthos)

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