Trovare i vostri vecchi albun nel nostro paese è un'impresa. Avete sofferto di mancanza di promozione e distribuzione in passato?
In Italia praticamente non avevamo promozione. Spero vada meglio in futuro ma non è sempre facile essere curati bene in altre parti del mondo.
Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare le nuove canzoni?
Nel complesso tre anni ma ci sono state numerose sessioni. La pre-produzione è stata effettuata interamente a casa ed al momento di registrare abbiamo cambiato parecchie cose. Le registrazioni stesse sono state eseguite in diverse location. Per esempio le prime parti di batteria risalgono al 2011 ma poi siamo stati in tour, ci siamo presi una pausa in estate ed abbiamo continuato a comporre durante l'inverno.
Che tipo di suono volevate ottenere stavolta?
L'obiettivo è sempre quello di ottenere il suono migliore possibile. Rispetto al passato la produzione è molto più organica e remixando il materiale che avevamo registrato tre anni fa abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra l'esigenza di evolverci ed il desiderio di mantenerci freschi nei confronti dell'ascoltatore.
Quali sono le differenze principali tra quest'album ed i precedenti?
'Universe' è davvero dinamico, non così heavy e propone eccellenti linee melodiche in ogni canzone. Abbiamo cercato di migliorare ogni aspetto. In molti ci hanno fatto notare che ascoltandolo nel suo complesso appare diretto e potente e questo ci fa credere di esserci mossi nella direzione giusta. Magari questa volta diventeremo famosi!
Josh Homme vi considera la migliore rock n' roll band del pianeta. Come lo avete conosciuto?
Non abbiamo mai diviso il palco ma ci siamo conosciuti quando é venuto a Stoccolma con la band. Non saprei perché ha detto questo. Magari era nel mood giusto!
Qual è il tuo album preferito dei Queens Of The Stone Age?
Senza dubbio il primo.
E la migliore definizione della vostra musica che hai letto finora?
“Unique fake of modern rock”. Mi piace perché non cerca di infilarci in nessun genere.
Di cosa parlano 'Mind Control' e 'Get Lifted'?
'Mind Control' è sul controllo che certe persone ed in generale i media riescono ad avere sulla mente degli individui più deboli costringendoli a fare quello che vogliono. 'Get Lifted' invece è un'assunzione di responsabilità. Quando la vita diventa dura non puoi darti per vinto e devi trovare la forza di combattere.
Perché avete scelto 'The Chairman' come anteprima dell'album?
Pensavamo fosse la migliore presentazione possibile per la band dopo così tanto tempo. Abbiamo pubblicato l'ep in edizione normale ma anche limitata con il vinile multicolore. Il merchandising è diventato determinante e tanta gente compra i nostri vinili dopo i concerti. 'Universe' è tutto di più. I brani brevi sono heavy ma c'è un sacco di materiale più leggero, parti prog, stacchi strumentali tecnici e melodie intense. Una volta ci preoccupavamo solo dei riff. Adesso abbiamo una visione decisamente più allargata. Anche il songwriting è cambiato. Agli inizi le canzoni nascevano da jam mentre ora aggiungiamo parti composte singolarmente e qualcosa al computer. Abbiamo già dei riff per il prossimo album ma non c'è ancora niente di deciso.
Adesso parliamo del documentario realizzato da Joerg Steineck e Christian Maciejewski..
E' strano vedere come ci guardano dall'esterno ma comunque divertente. Christian ci ha contattato per un documentario sullo stoner e la scena di Desert Palm denominato '”Lo Sound Desert”. E' un progetto che segue da oltre dieci anni e visto che voleva intervistarci lo abbiamo invitato ad un nostro concerto. Finito lo show è venuto da noi e ci ha detto che non aveva mai visto nulla di simile e quella sera è nata l'idea di filmare altri concerti e realizzare un film sulla band.
Siete riusciti a visitare il deserto californiano?
Lo abbiamo fatto a settembre. Era caldissimo e siamo arrivati fino al Joshua Tree. Un nostro amico ha lo studio nel mezzo del deserto ed è stata quasi un'esperienza religiosa passare lì giorno e notte.
Cosa ricordi dei vostri inizi a Örebro?
Come tutte le band abbiamo cominciato solo per divertimento. Fumavamo e suonavamo per venti persone. Adesso suoniamo per duecento e le cose si sono fatte più serie.
Come vi siete trovati in tour con Fu Manchu e Kvelertak?
Sono sicuramente due band molto diverse tra loro. Il pubblico dei Fu Manchu era perfetto per noi ed infatti ci siamo fatti un sacco di nuovi fans. E' stato più difficile con i Kvelertak perché la loro audience è più mainstream.
La Svezia è piena di grandi gruppi rock. Quali sono i tuoi preferiti?
In realtà la scena stoner non esiste. Örebro è più famosa per il punk e per l'hardcore. Tra i miei gruppi preferiti di sempre ci sono sicuramente i Raised Fist. Altrimenti consiglio Satan Takes A Holiday e The Durango Riot. Il motivo per cui ci sono tanti musicisti è che il nostro paese sovvenziona le sale prove e chi desidera mettersi alla prova con il proprio strumento anche se tanti colleghi sono autodidatti.
Come si diventa “fuzz monsters”?
Tutto nasce dalla noia. In realtà tutti dovrebbero mettersi in gioco e sperimentare il proprio talento. Alla fine faccio sempre la stessa cosa da quando ho iniziato a suonare e sono ancora pazzo come allora.
Come avete deciso invece di chiamarvi Ozo, Dango e Poncho?
E' nato tutto quando suonavo nei Keneth And The Knutters. Il cantante era un tipo bizzarro ed un giorno decise che tutti noi dovevamo avere un soprannome. Il mio era Nikko Dango. Quando lo scoprirono gli altri ragazzi decidemmo di trovarci tutti dei nomi che avessero un certo feeling messicano.
In passato il problema più grosso sembrava quello del batterista..
Sì ne abbiamo cambiati tre. Il primo fumava troppo, il secondo ha avuto un problema al polso e ci ha dovuti lasciare. Con Pezo ci trovavamo bene ma ha deciso di concentrarsi solamente sui Witchcraft. Adesso abbiamo Poncho e tutto va alla grande.
Qual è il centro dell'universo?
L'idea del titolo è nata perché l'album è vario ed esteso come il tempo che ci abbiamo impiegato a realizzarlo. In futuro saremo più veloci.
(parole di Niklas ‘Dango’ Källgren)


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