Prima di tutto vorrei sapere di cosa ti stai occupando negli Stati Uniti. Sappiamo che fai il produttore ma amici e fans in Italia sono curiosi di conoscere i dettagli...
In realtà quando sono arrivato negli States l'intenzione era quella di continuare come produttore e compositore, sempre in ambito discografico, come facevo anche in Italia. La scena di adesso però è molto differente da quella di dieci anni fa e con il passare del tempo il mio business si è spostato soprattutto su cinema e tv. All'inizio ero diffidente per la mia passione per il rock ed il metal ed invece a livello compositivo mi è piaciuto molto. Scrivo musica per network come Syfy, Oxigen e MTV America. Di band di valore ci sono i Butcher Babies, i Gemini Syndrome e pochi altri. Anche i Thrown Into Exile ma hanno perso alcuni membri ed in generale non c'è la varietà di proposte di una volta.
Con quali artisti hai stretto collaborazione?
Mi sono occupato della pre-produzione dell'album dei Gemini Syndrome che poi è uscito per Warner Bros ed ho lavorato con i September Mourning che hanno appena firmato per Virgin. Con il mio amico Tommy Vext, ex Divine Heresy e Snot, ho suonato alcuni pezzi per un possibile progetto. Con Evan Seinfeld dei Biohazard ed il bassista dei Gemini Syndrome avevamo una band che si chiamava The Italian Job.
Cosa puoi dirci della vita a Los Angeles?
E' senza dubbio più salutare della vita italiana ma estremamente più costosa. Più che altro per quanto concerne la sanità. C'è una natura stupenda, immensa, chiaramente più vasta per una questione territoriale. Senza dubbio un livello di proposte e stimoli artistici più grande. Quando mi sono trasferito ho scoperto per gradi varie cose che la città poteva offrire ed il momento in cui te ne rendi conti è quando torni in Italia. Vivo a Hollywood a cinque minuti dall'edificio della Capitol.
Passi spesso dall'Amoeba?
Ci va soprattutto la mia ragazza che è fissata con i vinili. E' la mecca della musica. Considera poi che anche qui ci saranno altri quattro-cinque negozi di vinili. Non di più.
Quali sono i tuoi locali preferiti?
Il Rainbow ed il Roxy sono locali dove volendo o non volendo devo andare ogni settimana. Sono quel genere di posti che dopo un po' ti fanno venire voglia di cambiare. In ogni caso il Roxy ha un'ottima varietà di concerti. C'è una free night con show metal il lunedì ed è molto interessante perché puoi scoprire band nuove.
Siete rimasti soddisfatti dell'accoglienza ricevuta dalla ristampa di 'Inside The Unreal'?
E' stato bellissimo leggere i commenti e tornare in contatto con la gente che ci ama da allora. E' andato esaurito in pochi mesi.
Quando è uscita la ristampa avevate già deciso di pubblicare un nuovo album?
In realtà no. La stessa ristampa ce l'avevano proposta tante volte ma in precedenza non eravamo convinti della label o di qualche altro aspetto. Pensa che eravamo rimasti senza copie anche noi. La richiesta da parte del pubblico è stata comunque molto forte e quando ce ne siamo occupati è apparso subito evidente che con Mick c'era il feeling giusto per buttare giù dei pezzi nuovi.
Quanto è durato il processo?
Circa un anno. Sembra un periodo lungo ma non lo è perché nel mezzo ci sono state tante pause. Io ero impegnato con Gemini Syndrome e September Mourning ed anche Mick aveva altri gruppi. All'inizio poi eravamo solo io e lui. Io ho scritto tutta la musica, in media un pezzo al mese, mentre Mick si è occupato dei testi. La base dei demo è stata registrata nel mio studio, Mick e Maxx mi hanno spedito le parti di voce e basso, anche la batteria è stata registrata in Italia e poi siamo tornati a Los Angeles per mixaggio e masterizzazione.
La produzione è semplicemente fantastica. Moderna ma allo stesso tempo legata alle origini. Che tipologia di sound volevi ottenere? Ti sei ispirato a qualche album in particolare?
Volevo continuare dove avevamo lasciato con 'Inside The Unreal' perchè ho sempre considerato quella la vera natura degli Electrocution. Il risultato è molto organico e possiede il suo spirito e una personalità distintiva. Io per primo mi rendo conto che dopo dieci ore di editing la tecnologia diventa meccanica. L'anno passato ho frequentato Alex Webster dei Cannibal Corpse, sono andato a vederli un paio di volte e di conseguenza ho ascoltato il loro ultimo album. Altre influenze possono essere state quelle di Black Dahlia Murder e All Shall Perish che rappresentano un ottimo esempio di death metal contaminato e moderno. Alla fine pensavo di stravolgere di più il sound degli Electrocution invece 'Metaphysincarnation' è sempre legato alle origini. Addirittura siamo più cattivi con tanti blast e tempi veloci.
'Phylogenesis' e 'Nature Obliteration' mi fanno impazzire. Vuoi provare a recensirle per i nostri lettori..
'Phylogenesis' è anche il mio pezzo preferito. Inizia e finisce in fretta, ti spacca il culo ed è dotato di grande immediatezza. Mi piace anche il fatto che offre due assoli di chitarra e ritmiche differenti. Un aspetto che volevo evitare era quello di proporre assoli con ritmiche scontate in sottofondo. Ho voluto rendere intrigante anche quello. Poi i blast di batteria sono praticamente grind. 'Nature Obliteration' è stata resa ancora più brutale da Tya degli Antropofagus. E' senza dubbio uno dei pezzi più aggressivi dell'album.
C'è un concept che si lega alle liriche dell'album? Alcune canzoni sembrano collegate tra loro...
L'album parla della reincarnazione metafisica della nostra essenza ed esplora la dualità della conoscenza umana dal punto di vista natura e tecnologia. Quest'ultima si è evoluta fino a diventare un mezzo di comunicazione utile ma anche da potenziali conseguenze terribili. Pensa al suo impatto ambientale o sulla società in generale. Dovrebbe connetterci da ogni parte del mondo ma più ci connette e più ci rende soli. Non c'è più ragione di stare insieme. Ogni pezzo sottolinea questo aspetto da punti di vista differenti. Mick ha scelto alcuni titoli in greco per un suo studio filosofico che è partito da Aristotele.
Cosa avete chiesto a Gustavo Sazes in termini di artwork?
Gli abbiamo fatto vedere altri artwork che ci piacevano e qualcosa a livello visuale per fargli capire che tipo di lavoro ci interessava. Poi gli abbiamo spiegato di cosa trattava l'album e fatto sentire quattro pezzi. Ha messo insieme elementi storici e simbologia moderna. Al suo interno puoi trovare la contrapposizione tra il bene ed il male.
Prima di registrare 'Inside The Unreal' registaste tre demo. Cosa ricordi di quelle sessioni?
Non c'era editing e quindi andava tutto suonato alla perfezione finchè non trovavi il tempo giusto. Era un massacro ma sviluppavi coesione e maturità nel gruppo. Cercavamo sempre un suono migliore e non era affatto facile perché i fonici italiani di quel periodo erano poco abituati a quel genere.
Quello era il periodo del tape trading. Eravate in contatto con qualche gruppo che poi è diventato famoso? Hai ancora qualche musicassetta speciale di quei tempi?
In garage ho uno scatolone con demo dell'epoca. Mi ricordo che ero in contatto con i Monstrosity. Il cantante tra l'altro adesso è nei Cannibal Corpse. Poi con gli svedesi Desultory, Paul Masvidal dei Cynic e Craig Locicero dei Forbidden che suonava dal vivo coi Death. Uno dei miei chitarristi preferiti di sempre è James Murphy e con lui ci siamo sempre incrociati. Quando suonammo con i Death non c'era. Stessa cosa quando sono venuti gli Obituary. L'anno scorso ci siamo conosciuti per alcuni produzioni. Gli ho chiesto di suonare il primo assolo di 'Abiura' ma ha numerosi impegni e non ce l'ha fatta a registrare entro il mixaggio.
Cosa accadde dopo 'Acid But Suckable'? Perché vi scioglieste?
Il mercato stava cominciando a cambiare, i gruppi italiani venivano schivati parecchio, gli A & R delle label ti dicevano di fare questo o quest'altro. Anche noi lo prendemmo come consiglio ma poi ti rendi conto che in quel modo rischi di perdere la fanbase. Non c'era più la coerenza necessaria. Era comunque dentro di noi. Infatti appena siamo tornati a lavorare insieme abbiamo fatto le cose come si deve.
Come vedi la scena death dopo tanti anni?
Considerato che è un genere facile da rendere monotono e difficile da rinnovare devo ammettere che gode di una strana forma di salute. In fondo si tratta di elementi identitici da venti anni a questa parte ma non hanno stancato il pubblico. E non viene ascoltato solo da adulti ma anche da ragazzi molto giovani. Può succedere che vadano matti per i Black Dahliar Murder e non sappiano chi sono i Carcass. 'As A Son To His Father' è un tributo a Chuck Schuldiner infatti il testo include volutamente molti titoli di brani dei Death.
E la cosiddetta scena italiana invece come la vedi? Ci sono dei gruppi che predominano secondo il tuo parere?
Gli Antropofagus non li conoscevo fino ad un anno fa. Me ne ha parlato Mick e devo dire che sono validissimi. Ottime persone ed una struttura dei pezzi molto intelligente e mai scontata. Mi piace anche come gestiscono la loro presenza online. Un'altra buona band sono gli Any Face di cui ho prodotto l'album precedente. Mi sono capitati altre band che mi hanno chiesto di lavorare con loro ma erano poco pronti ed onestamente non me la sono sentita. Vedo comunque dei musicisti bravi in circolazione e mi piacerebbe restare attivo sul mercato italiano.
Per il momento vi servirete di musicisti session per il tour promozionale vista la tua impossibilità a tornare in Italia. In futuro dobbiamo attenderci almeno qualche data tutti insieme?
Ci speriamo molto. Ti diro' che al momento è difficile proprio dal punto di vista logistico. A livello di impegni sia io che Maxx siamo abbastanza pieni ed i costi degli spostamenti sarebbero elevati. Tutti i musicisti session che lavorano con Mick sono estremamente preparati e questo mi rende felice. Aspetto di vedere qualche video.
(parole di Alex Guadagnoli)

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