Jay Smith
Svezia
Pubblicato il 16/07/2014 da Lorenzo Becciani

Come è nata l'idea di intitolare l'album 'King Of Man'?
In realtà è l'unico pezzo insieme a 'Cowboys From Hell' che non ho scritto io. Mi ha passato il demo il mio pianista Richard Larsson che l'aveva registrato con un suo amico. L'ho trovato grandioso e l'ho ascoltato talmente tanto che alla fine la scelta è nata in maniera naturale. Un altro paio di canzoni erano invece pensate per i Von Benzo ma poi ho deciso di tenerle per me. Quando avevo cinque-sei canzoni pronte sono andato in studio a Stoccolma e ho finito il lavoro insieme a Dan Sundquist.

Hai girato un video davvero dark per il singolo...
Abbiamo trovato questo manicomio abbandonato nel mezzo del Sud della Svezia. In generale l'intero album ha un mood piuttosto dark a causa dei testi.

Sei cresciuto a Helsingborg. Quali sono le differenze principali con Stoccolma?
Prima di tutto la grandezza ed il numero di abitanti. Helsingborg è piccola, non arriva a centomila persone mentre la capitale ospita quasi un milione di persone. Qui è sicuramente più facile vivere e continuo a farlo soprattutto per seguire da vicino le mie relazioni. Anche a Stoccolma comunque si è perso un po' quel ritmo frenetico che c'era una volta.

Segui la scena pop rock svedese?
Quasi per niente. Ogni tanto vado a qualche concerto ma in questo momento sto ascoltando country. Artisti come Josh Thompson, Waylon Jennings e Kris Kristofferson. In generale sono più orientato verso la musica americana ed in questi giorni stiamo parlando di una distribuzione dell'album da quelle parti. Credo che sia del potenziale.

Quanto tempo hai impiegato a comporre i brani?
Ho perso il conto perché il processo è durato molto di più di quanto potessi pensare. Nel frattempo sono stato in cura e ho dovuto dei risolvere dei problemi personali. Ho sempre l'abilità di cacciarmi nei guai. Questo mi ha portato ad una ricerca importante sia a livello lirico che sonoro. La prossima volta vorrei essere più veloce ma non puoi determinare certe cose. 'King Of Man' è senza dubbio più organico in termini di produzione rispetto a tutto quello che ho pubblicato in passato ma ci tengo a sottolineare che si tratta del mio vero debutto solista. 'Jay Smith' era pieno di cover ed era stato pre-prodotto da altre persone. In pratica ho cantato e basta per soddisfare le esigenze promozionali del programma televisivo a cui avevo partecipato.

Come ti sei trovato con Dan Sundquist?
Molto bene perché è una persona piena di energia e creativa. Un amico comune gli ha fatto ascoltare il demo di 'Keeps Me Alive', gli è piaciuto e ci siamo messi d'accordo per i sei brani che dovevano essere completati. Il resto dell'album è stato prodotto da Richard Larsson.

Di cosa parlano 'The Blues' e 'Keeps Me Alive'?
'The Blues' parla di una donna che non c'è più. 'Keeps Me Alive' è legata al periodo in cui ho smesso di bere e tentato di cambiare il mio stile di vita. Mi sono promesso di cercare altri stimoli per godermi la vita. A parte 'King Of Man' e naturalmente 'Cowboys From Hell' tutti i brani hanno un significato personale e sono stati scritti pensando ad esperienze che ho vissuto in prima persona.

Come ci si sente a partecipare ad un programma televisivo, essere scelto come vincitore ed essere di colpo sulla bocca di tutti?
E' bene chiarire un aspetto. Non diventi una leggenda del rock vincendo uno show televisivo. Sei famoso per un momento, tutti riconoscono la tua faccia quando passeggi per strada ma adesso ci sono altri ragazzi da seguire. E' così che funziona. Rispetto a come ero prima di partecipare mi vedo più virtuale, esco poco ma sono sempre una persona tranquilla che cerca di suonare la musica che sente nascere dal cuore.

Quali sono i tuoi piani adesso?
Stiamo girando il video di 'Keeps Me Alive' in questi giorni. Poi finirò un paio di brani che saranno presentati in versione acustica. Ad autunno ci saranno delle date acustiche dove sarò senza la mia band.

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