Ophis
Germania
Pubblicato il 11/08/2014 da Lorenzo Becciani


Intanto direi di introdurre la band con una breve biografia...
(Phil) Ho fondato gli Ophis insieme ad altri ragazzi alla fine del 2001. Era un progetto non profilico e siccome non funzionava l'ho portato avanti come solista fino alla registrazione di un demo. Nel 2003 gli Ophis si sono riuniti come band e da quel momento abbiamo cominciato a lavorare duramente ed in maniera semi-professionale. Abbiamo stipulato un contratto con una piccola etichetta, pubblicato un ep ed un album. Siamo poi passati ad un'etichetta più grande ed abbiamo organizzato due tour in Europa. Ci sono stati ulteriori cambi di line-up e adesso stiamo per rilasciare il nostro terzo album.

Una band tedesca con un nome greco. Vi piacciono i serpenti?
(Martin) Penso che piacciano a Phil. Ophis sta per molte cose comunque. La storia narra di molti culti attorno al simbolo dei serpenti. Gli Ofiti per esempio avevano un sistema gnostico di pensare secondo cui il serpente non era il male ma un'entità divina. In generale il serpente è sempre stato un simbolo culturale. Ophis può essere intrerpretato in molti modi. E' maestoso e puoi paragonare il movimento dell'animale alla nostra musica. La verità è che l'abbiamo tenuto come i Whitesnake.

Quali sono le vostre influenze principali?
(Phil) E' difficile rispondere perchè ogni membro ha le sue influenze e poi cerchiamo di non essere troppo derivativi. Soprattutto nei primi tempi le band che ci hanno ispirato maggiormente erano My Dying Bride, Count Raven, Tiamat, Samael e Anathema ma anche roba più lenta come Asphyx e Obituary.

Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare il nuovo materiale?
(Martin) La registrazione non ha necessitato molto tempo perché siamo entrati in studio solo quando eravamo preparati. La composizione invece è stata complessa ma perché lavoriamo parecchio sui riff. Li cambiamo in continuazione e proviamo un sacco di ritmiche prima di ottenere la versione definitiva.
(Phil) Alla fine per scrivere l'album è servito più di un anno. E' un processo stancante perché ognuno viene coinvolto. Io e Martin ci occupiamo dei riff ma Olli e Nils sono chiamati in causa per gli arrangiamenti e magari anche per cambiare qualche riff. Per le registrazioni sono serviti sei giorni.

Perché vi siete rivolti ai Blastbeat Productions Studios e Oliver Carell? Che suono volevate ottenere stavolta?
(Martin) Conosciamo Oliver, è un bravo ragazzo e una sorta di amico della band. Il suo studio è anche la nostra ultima sala prove. A parte questo è un professionista nel suo campo ed è stata la prima scelta per ottenere il sound naturale che volevamo.
(Phil) Come sempre, cercavamo un sound grezzo e puro. Niente trigger, effetti speciali o chitarre super effettate. Siamo selvaggi ed il nostro sound deve essere selvaggio allo stesso modo. Oliver era in grado di farlo anche se e' abituato a lavorare su album più puliti.

Quali sono le differenze principali tra 'Abhorrence In Opulence' ed i vostri lavori precedenti in termini di songwriting e produzione?
(Phil) Credo che 'Abhorrence In Opulence' sia un pò più grezzo e pesante del nostro ultimo ep 'Immersed' che alla fine è venuto troppo pulito. Il nuovo album si avvicina molto al suono che abbiamo nei concerti ed è dominato dalla batteria. E' pieno di feedback naturali, molto organico e più malato rispetto agli album precedenti. Dal punto di vista del songwriting gli Ophis hanno sempre suonato nell'ambito tra malinconia e aggressione, pendendo fortemente da entrambi i lati. Il nostro primo album 'Nostrae Mortis Signaculum' è quello più malinconico. 'Withered Shades' è più bilanciato mentre in questo caso ci siamo sbilanciati di più verso il nostro lato aggressivo.
(Martin) La differenza principale sta nel fatto che per la prima volta ho preso parte al songwriting come gli altri membri. E' anche il primo dopo che Jan ha lasciato la band.

'Abhorrence In Opulence' è il vostro terzo album e spesso il terzo album è quello della svolta nella storia di una band. Quali sono i vostri obiettivi?
(Martin) Il mio obiettivo nella band è quello di creare qualcosa di epico, esaltante e malvagio allo stesso tempo. Ho un'immaginazione cosmica che riflette una sorta di colonna sonora di qualcosa di primitivo attraverso lo spazio.
(Phil) Non mi pongo obiettivi! Quelli sono per le fighette! A parte gli scherzi non penso che quest'album cambierà molto le cose. Quella regola vale soprattutto per le band che non suonano lente come la nostra.

Encyclopaedia Metallum cita depressione, sofferenza, morte e fascino per i demoni come temi delle vostre liriche. Siete d'accordo?
(Phil) Ormai non sono d'accordo più con niente. Almeno non completamente. Depressione e sofferenza sono sicuramente una parte importante delle mie liriche ma in questo momenti sono più concentrato su aspetti sociali e pure politici. Scrivo dell'anti-capitalismo per esempio. La morte è solo una metafora perché la uso per descrivere la fine di relazioni e per quello che concerne i demoni c'è solo una canzone del debutto che parla di questo.

Provate adesso a recensire 'Waltz Perverse' e 'Resurrectum' per i nostri lettori...
(Phil) Probabilmente le hai scelte per via di “perverse” e “rectum”! Sei un pervertito anche te! 'Waltz Perverse' parla di alcuni strani incubi che ho avuto. Non erano tanto spaventosi ma piuttosto depressivi ed umilianti. 'Resurrectum' è invece ispirata dal mio lavoro di tutti i giorni. Lavoro con le persone disabili e vedo delle cose orribili. E' un argomento su cui viene fatta troppa retorica. Il genere umano si proclama come la corona della creazione di Dio ma in realtà è la più malata e abominevole sia in termini fisici (cancro, aids, difetti congeniti) sia in termini metali (depressione, esaurimenti nervosi, schizofrania e sociopatia). Quindi la “corona” è in realtà l'avere ricevuto il peggio dal culo merdoso di Dio. E' anche il mio pezzo preferito dell'album.
(Martin) Dal punto di vista musicale 'Waltz Perverse' è l'esperimento più importante per me. Questa canzone ci ha permesso di andare oltre il suono tipico degli Ophis e provare cose nuove. 'Resurrectum' ha un titolo grandioso! E' una canzone epica che parte piano e presenta una conclusione inattesa. Adoro le parti vocali.

Qual è il vostro background religioso?
(Martin) Nessuno di noi è seriamente nell'occultismo oppure in qualunque altra religione. Ho una visione spirituale del mondo, credo nella reincarnazione ma non seguo alcuna dottrina.
(Phil) Personalmente seguo l'occultimo ma da un punto di vista scientifico. Sono ateo.

Cosa avete chiesto a Leenke Zander in termini di artwork?
(Martin) Le abbiamo chiesto di dipingere un'entità umana contaminata dalla civiltà in ottica simbolica. Una figura mostruosa che cresce dalla terra ed è quasi distrutta da quello che la circonda. Ancora una volta gli Ophis hanno usato un artwork crudo. Pensiamo che si adatti bene alla musica.

Cosa ricordate delle registrazioni di 'Empty, Silent And Cold' e 'Nostrae Mortis Signaculum'?
(Phil) E' stato molto tempo fa. 'Empty, Silent And Cold' fu il risultato di un grosso lavoro perché gli Ophis allora erano un progetto personale. Ero totalmente rilassato ed isolato. Nessuno aveva mai ascoltato il mio materiale e non c'era alcuna pressione. Mi presi due settimane di vacanza, staccai il telefono e registrai di giorno a casa quando mi sentivo nell'umore adatto. Di notte andavo nei pub, dormivo e poi ricominciavo a registrare. E' stato un processo talmente creativo che un pezzo è nato durante le sessioni. Anche registrare 'Nostrae Mortis Signaculum' fu eccitante perché eravamo una band a tutti gli effetti ed avevamo da poco firmato il nostro primo contratto. Non ci conosceva nessuno ma eravamo in uno studio professionale. Le motivazioni erano tante e ricordo che chiudemmo il nostro bassista in uno dei contenitori della batteria.

Come siete entrati in contatto con Cyclone Empire? Quali sono le vostre band preferite nel loro catalogo?
(Phil) Avevamo già discusso prima di firmare per Solitude Productions. L'anno scorso ci hanno approcciato di nuovo per 'Effigies Of Desolation'. Era una buona offerta ed abbiamo accettato. Da entrambe le parti c'è stata soddisfazione e quindi siamo andati avanti. Questa volta l'album uscirà in vinile. Mi piacciono Saturnus, Puteraeon e 40 Watt Sun.

Cos'altro ascoltate?
(Phil) Soprattutto dischi degli anni ottanta e novanta ma ci sono tre band che trovo davvero interessanti ovvero Crimson Swan, Beastmilk e Malthusian.

Quali sono i vostri piani adesso? Siete mai stati in Italia?
(Martin) Stiamo fissando delle date per la fine dell'anno. Siamo stati dalle vostre parti non troppo tempo fa ma anche se gli organizzatori avevano fatto un buon lavoro c'era poca gente. Di solito siamo abituati ad un pubblico più vasto ed anche se magari è stato un caso questo ci ha trasmesso un pò di insicurezza.
(Phil) A parte questo ci siamo divertiti molto in Italia e speriamo di tornare presto.

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