Time To Kill Records e TENEBRO stanno ultimando i preparativi per la pubblicazione di “Una Lama D’Argento”, l'atteso nuovo album del gruppo, prevista entro la fine dell’anno.
Nel frattempo viene svelata la copertina, realizzata dall’artista Julian Ibanez, che anticipa le atmosfere cupe e inquietanti del disco. Con il loro death metal orrorifico e claustrofobico, i TENEBRO si confermano tra le realtà più intransigenti e riconoscibili dell’underground estremo italiano, pronti a spingersi ancora oltre con questa nuova opera.
Con “Una Lama D’Argento”, i TENEBRO compiono il loro passo più estremo e visionario: un intero album concepito come tributo a Dario Argento, maestro assoluto dell’horror, del giallo e del thriller.
Undici tracce che non sono semplici canzoni, ma episodi di un unico incubo, un viaggio attraverso le atmosfere oscure e ossessive dei film che hanno segnato la storia del cinema: Profondo Rosso (1975), Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1985) e Opera (1987).
TENEBRO traducono l’universo argentiano in suono: riff taglienti come lame, voci gutturali che emergono dal buio, batteria implacabile e atmosfere che alternano violenza pura e tensione claustrofobica. Scene iconiche come lo specchio che rivela l’omicida in Profondo Rosso, la mutilazione in Tenebre o la vasca finale infestata da larve in Phenomena vengono trasformate in attacchi sonori brutali e immersivi, restituendo tutta la tensione e l’orrore dei film.
Come in ogni disco della band, TENEBRO cercano di evolversi costantemente, introducendo nuove sinfonie, stili e melodie, pur rimanendo sempre distinti dal resto della scena underground. La loro musica esplora nuovi orizzonti senza mai tradire il cuore pulsante che da sempre contraddistingue il loro suono: estremo, teatrale e visceralmente horror.
In “Una Lama D’Argento”, TENEBRO non si limitano a evocare l’universo di Argento: lo incarnano e lo riscrivono in chiave Giallo Metal. È un disco che taglia, lacera e non concede respiro.
“Una Lama D’Argento” non è solo un album: è un incubo sonoro, un tributo viscerale al cinema che ci ha insegnato ad amare la paura.
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