Warcity
Giovedì 12 marzo il finissage della mostra
Pubblicato il 10/03/2026 da Lorenzo Becciani

Giovedì 12 marzo alle 21 si terrà il finissage della mostra WARCITY di Filippo Basetti. Proiezione talk con l'artista tra i magnifici affreschi dell'ex-Oratorio della Vergine Assunta.  

WARCITY è il secondo appuntamento del ciclo espositivo VISIONI, promosso dall'Assessorato alla Cultura. I prossimi appuntamenti saranno con Andrea Mattiello (21 marzo-2 aprile) e Ginevra Ballati (9-21 maggio).   

Con WARCITY, Basetti prosegue idealmente il percorso avviato con COVIDCITY, ampliando la riflessione sulle fragilità urbane, sulle tensioni sociali e sulla percezione collettiva della crisi. Se nel precedente ciclo l’artista indagava la città come organismo vulnerabile, segnato da un’inedita sospensione, in questa nuova serie la metropoli diventa teatro di un conflitto più ampio: interiore, politico, ambientale.  

La mostra presenta una selezione di disegni a carboncino e sanguigna e una serie di piccole sculture in legno carbonizzato.  

I disegni  

Le opere grafiche, caratterizzate da un tratto energico e da una costruzione prospettica che guida lo sguardo verso profondità instabili, mostrano città spezzate, architetture inclinate, strade che si aprono come ferite. L’uso combinato di carboncino e sanguigna intensifica il contrasto tra ombra e luce, tra rovina e bagliore, evocando scenari post‑apocalittici che non rinunciano però a una tensione vitale.  

Le sculture  

Le sculture in legno carbonizzato, piccole “rovine portatili”, condensano in forma tridimensionale la stessa poetica dei disegni. Blocchi verticali bruciati, torri ridotte a scheletri, frammenti che conservano la memoria del fuoco: micro‑architetture che diventano reliquie di un mondo in trasformazione. Il processo di combustione, controllato e rituale, trasforma il materiale in testimonianza, in reperto emotivo.  
Un percorso tra visione e memoria  

WARCITY non è una narrazione della distruzione, ma un’indagine sulla capacità dell’immaginazione di attraversare il trauma e restituire nuove forme di senso. Basetti costruisce città che crollano per rivelare ciò che resta: la struttura, la luce, la possibilità di ricominciare. In questo, la mostra dialoga perfettamente con lo spirito di VISIONI, che invita artisti e pubblico a “vedere oltre”, a interrogare il reale attraverso prospettive non convenzionali.

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