La band islandese di folk-metal magico Hrafnablót è orgogliosa di annunciare un nuovo capitolo nel proprio percorso, svelando una formazione rinnovata dopo la recente uscita del proprio album di debutto, “Guðlaugar Saga”, l’11 settembre 2026.
Gli Hrafnablót salutano la chitarrista Mara Birna Jóhannsdóttir e il batterista Andri Pétur Dalmar, ringraziandoli per il loro contributo alla band e augurando loro il meglio per i loro progetti futuri.
Entrano a far parte della band il chitarrista Þorsteinn Steinberg Allansson e il batterista Kristinn Bergsson. Gli Hrafnablót sono lieti di accoglierli nella formazione e non vedono l’ora di portare “Guðlaugar Saga” sul palco con la nuova formazione.
L’uscita di “Guðlaugar Saga” segna una tappa fondamentale per una delle nuove formazioni metal più avvincenti d’Islanda, un gruppo noto per le esibizioni dal vivo dal carattere rituale, la narrazione drammatica e un suono forgiato dal contrasto tra luce e oscurità della magia islandese.
Formatisi alla fine del 2024, gli Hrafnablót sono rapidamente diventati una forza emergente nella scena metal islandese, esibendosi all’Íslenski rokkbarinn, al Lemmy, al BIRD e all’Icelandic Sorcery Festival. La loro musica fonde riff pesanti, strumentazione folk, melodie evocative e voci sia pulite che graffianti, creando quello che la band definisce il proprio stile di folk metal magico.
Regalando agli ascoltatori un viaggio sonoro travolgente ispirato alla natura e al folklore islandesi, l’album di debutto concettuale degli Hrafnablót, “Guðlaugar Saga”, segue le vicende di Guðlaug, una donna dei giorni nostri catapultata nell’era della colonizzazione dell’Islanda con nient’altro che i propri vestiti e un taser. Attraverso sette brani completi e due pezzi recitati, l’album ripercorre la sua saga vivida e trasversale al tempo, da “Spádómurinn” – la profezia sussurrata da un veggente tra i venti islandesi – fino a “Dísablót”, dove un riff incalzante e rituale dà il via alla sua storia. “Heljarhlíð” offre l’intensità del death metal melodico e voci a due voci mentre lei è costretta a combattere, mentre “Fögnuður” esplode in un inno celebrativo folk-metal. L’oscurità si fa strada in ‘Nornarheimt’, il brano più duro dell’album, quando i briganti la rapiscono, seguito da “Svartigaldur”, una canzone marinara in chiave metal costruita su un’antica melodia folk islandese. “Heimþrá” offre un momento melodico, guidato dalla tastiera, di nostalgia di casa e magia oscura prima che la saga raggiunga il suo culmine in “Örlagavegur”, un'epopea di 11 minuti caratterizzata da metri variabili e dal destino, mentre Guðlaug affronta la sua scelta finale.
Questo il commento a riguardo:
"When writing the album, we knew right away we wanted to create a strong and cohesive narrative and to feature the stark contrasts present in Icelandic folklore and sagas. The album features seven songs, along with a spoken-word interlude and intro, weaving together influences from Icelandic magick, history, and culture. The sound can most aptly be described as sorcerous folk metal, drawing influence from the contrasting darkness and light of Icelandic folk culture as well as sonic influences from Nordic folk metal, NWOBHM, various gothic and miscellaneous extreme metal genres"
CD, Vinyl - https://elasticstage.com/hrafnablot/releases/gudlaugar-saga-album
Bandcamp - https://hrafnablot.bandcamp.com/album/gu-laugar-saga-2
Spotify - https://open.spotify.com/album/74tlHFVXjDeUJ8OUUcIHOK
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