Sebbene Laura Anglade abbia radici profonde nel Great American Songbook, il suo nuovo album evolve quel linguaggio in qualcosa di più teatrale, ricco di sfumature ed emotivamente aperto. Attingendo al musical di teatro, al pop di metà Novecento, ai ritmi brasiliani e alla tradizione del cantautorato, 'Something's Coming' trascende i confini del jazz vocale tradizionale, mentre Anglade interpreta ogni brano come parte di un universo più vasto, intimo ed aperto a diverse chiavi di lettura.
In arrivo il 13 novembre, l'album segna quella che Anglade definisce "una nuova era della mia espressione artistica", caratterizzata dalla sensazione di trovarsi "sulla soglia di qualcosa che non so ancora definire".
Questo senso di attesa pervade l'intero disco, dall'energia inquieta della title-track alla vivace versione di 'Sunday in New York".
Anglade apre ulteriormente i confini della sua espressività artistica: "sento di correre più rischi, sono più sperimentale e riesco a spingermi oltre, mettendo alla prova i miei limiti" afferma. Ed è proprio questo cambiamento a conferire a 'Something's Coming' la sua varietà emotiva: giocosa, vulnerabile, romantica, inquieta e ribelle. Per quasi un decennio l'artista ha sviluppato il materiale insieme al pianista e fisarmonicista Ben Rosenblum, che ha curato gli arrangiamenti per archi. A loro si sono poi uniti il bassista Marty Jaffe e il batterista Ben Zweig.
Il musical di teatro è il cuore pulsante del progetto. "Ero una bambina che viveva di teatro" racconta Laura, "piuttosto timida, quindi non ottenevo mai ruoli da protagonista. Ora sento di poter finalmente vestire quei panni". E i brani prendono nuova vita con Anglade, che li trasforma in personaggi, scene e paesaggi emotivi.
La title-track racchiude l'essenza dell'album. L'artista ricorda di aver canticchiato 'Something's Coming' mentre si trovava in un parco di Brooklyn, incapace di togliersi quella melodia dalla testa. Quel senso di attesa è diventato la forza mortice del disco, che si apre con un tempo irregolare per poi scivolare in un groove di tumbao.
'Just A Little Lovin' trasmette la naturalezza di un brano maturato nel tempo sui palchi, mentre 'Something to Remember You By' rilegge la malinconia attraverso sonorità brasiliane. L'anima teatrale dell'album si evolve in brani come 'Lonely Town', 'Maybe This Time' e 'The Music That Makes Me Dance', che permettono all'artista di spaziare tra solitudine, desiderio, ironia e consapevolezza di sé.
'Something's Coming' arriva dopo un anno importante per Laura Anglade: il suo disco del 2025, 'Get Out Of Town' ha vinto il premio come 'Vocal Jazz Album of the Year' ai JUNO Awards del 2026, a cui si aggiungono le esibizioni al The Late Show with Stephen Colbert e al The Kelly Clarkson Show.
Artista jazz di base a Brooklyn, Laura Anglade ha una presenza scenica discreta ma magnetica e uno stile interpretativo raffinato, tali da renderla una delle giovani voci più avvincenti del jazz moderno. Originaria del sud della Francia, è cresciuta tra Stati Uniti e Canada, portando con sè una sensibilità musicale plasmata da semplicità, nostalgia e amore per il passato.
Dopo una formazione classica, ha scoperto il Great American Songbook, traendo profonda ispirazione da artiste come Ella Fitzgerald, Shirley Horn, Blossom Dearie, Anita O'Day, Nancy Wilson e Barbra Streisand, oltre che da influenze francesi quali Michel Legrand, Charles Trenet e Jeanne Moreau.
Il suo album di debutto del 2019, 'I've Got Just About Everything', ha rivelato una cantante dotata di straordinaria limpidezza vocale ed intelligenza emotiva. Il seguito, 'Venez Donc Chez Moi' – un intimo album in duo del 2022, realizzato con il collaboratore di lunga data Sam Kirmayer – le è valso la prima candidatura ai JUNO ed ha contribuito ad affermarla come interprete di spicco, sia del repertorio jazz americano che in quello francese.
Il terzo album, 'Get Out of Town', pubblicato a maggio 2025, le ha regalato la seconda candidatura ai JUNO e la sua prima vittoria nella categoria 'Vocal Jazz Album of the Year', oltre che a significare un'importante evoluzione artistica dell'artista. Con il plauso di testate come Jazziz Magazine, NYC Jazz Reecord e Pop Dust, questo lavoro ha segnato una fase di significative crescita del pubblico, attirando anche l'attenzione di artisti quali Kristin Chenoweth, Michael Bublé e Jacob Collier.
Artista di fama internazionale, Anglade è stata protagonista di important festival negli Stati Uniti, Messico, Canada, Regno Unito ed Europa, esibendosi inoltre su prestigiosi palchi come l'Olympia di Parigi, la Royal Festival Hall di Londra, la Town Hall di New York ed il Festival International de Jazz de Montréal. Ha inoltre partecipato a tournée al fianco di acclamati artisti tra cui Melody Gardot e Gregory Porter, oltre ad aver mostrato il suo talento come attrice in due episodi nella serie di successo della HBO 'Welcome to Derry', nel ruolo della cantante jazz del Black Spot Club, confermando la grande versatilità della sua cifra artistica.
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