L'ultimo giorno del festival è iniziato con un po' di sole e tanto caldo, dopo i continui scrosci d'acqua di giovedì e venerdì. È stata una lunga giornata nella quale ho avuto modo di intervistare i Psychedelic Porn Crumpets e finalmente ho potuto rivedere dal vivo i The Minds Of 99, in assoluto la più grande band danese.
Primo concerto, sul palco del Luna, con Aysay ed a seguire, sotto il tendone del Nova, gli Smag På Dig Selv. Decisamente più interessanti i secondi, autori di uno strano mix strumentale tra jazz e ska, con voci che sembrano quelle degli Heilung e continui scambi tra i due sassofonisti. Il pezzo che più mi ha colpito in scaletta è stato ‘SPDS’, soprattutto per la varietà di influenze al suo interno, ma buona parte delle attenzioni erano per la testa di capra che il batterista usava per colpire la cassa. Dopo l'intervista agli australiani, purtroppo non ho potuto assistere al concerto di The Dare, sono corso in press zone a recuperare macchina fotografica e obiettivi e mi sono diretto al Nova per non perdere nemmeno un secondo della performance di Denzel Curry. Pura energia! Tanta fisicità e un flow da fare invidia, il rapper originario della Florida ha ormai quasi quindici anni di carriera alle spalle e gli ultimi due lavori in studio ('Melt My Eyez See Your Future' e 'King of the Mischievous South Vol. 2') lo hanno consacrato in maniera definitiva a livello internazionale. Per il sottoscritto è stata una fortuna averlo al Nova perché in questo modo le foto saranno venute senza dubbio meglio (il palco dell'Astra è maledettamente alto..) ma in tutta sincerità un concerto del genere, con tantissimi ragazzi tra le prima fila tra l'altro, avrebbe meritato di più. Stesso discorso vale per i Psychedelic Porn Crumpets che però non si sono fatti troppi problemi ad abusare, in tutti i sensi, del Luna stage, invitando due ragazzi mascherati da supereroi assieme a loro e facendo letteralmente esplodere la parte superiore dell'arena con il loro ibrido forsennato tra hard rock, heavy metal e psichedelia. Il talentuoso leader Jack McEwan è circondato di altri ottimi musicisti che però non mettono mai la tecnica prima del feeling o dell'attitudine garage. La mancanza di visuals non ha impedito al pubblico di immergersi in un viaggio acido, colorato, drogato, ricco di suggestioni e alquanto pericoloso.
Mi sono perso KESI e pure gli intriganti Fcukers, che si sono esibiti in contemporanea ai The Minds Of 99. Di questi ultimi non potrò mai dimenticare quando li ho scoperti. Rimasi sconvolto. E quando li ho rivisti, sempre al Northside, erano ormai diventati enormi. Attualmente nessuna rock band vende così tanto in Danimarca e mi chiedo come sia possibile che non siano ancora famosi all'estero. Forse servirebbe maggiore coraggio e una uscita totalmente in inglese, ma resta comunque un caso clamoroso dell'industria discografica di oggi. Prima di loro sono saliti sul palco i Turboweekend, chiamati all'ingrato compito di sostituire James Blake. Il trio alternative rock di Copenhagen gode comunque di grande favore da queste parti.
Le luci rosse del Nova non hanno certo aiutato i fotografi, ma i Turboweekend sono sembrati carichi fin dalle prime battute. ‘Disco To Disco’ e ‘After Hours’ hanno acceso la prima parte di show, che si è poi trasformato in una sorta di “best of” con tante emozioni durante le esecuzioni di ‘Trouble Is’ e ‘On My Side’. Bellissima anche ‘Neverending’ da ‘Fault Lines’ del 2012. Li aspettiamo di nuovo in studio di registrazione.
Una corsa sotto la pioggia per mangiare qualcosa ed è arrivato il momento dei The Minds Of 99. Signori ascoltateli. In attesa del successore di ‘Infinity Action’, il gruppo guidato da Niels Brandt è nettamente l'attrazione più importante di questa edizione del Northside. Il loro show è stato semplicemente pazzesco! Con fiamme alla Rammstein e fuochi di artificio finali a chiudere un'altra edizione di successo del Northside. La versione acustica di ‘Hurtige Hænder’ ha aperto la prima parte del set, in cui sono state inserite anche le incisive ‘Det Er Knud Som Er Død’ e ‘Som Fluer’ e il nuovo singolo ‘I Min By’. A partire da ‘Emil’, poi il concerto si è trasformato in un “best of” micidiale con l’accoppiata formata da ‘Ung Kniv’ e ‘Under Din Sne’ che è stata seguita dal remix di ‘En Stemme / 1,2,3,4’. Chiusura epica con ‘Solkongen’ e ‘Alle Skuffer Over Tid’ cantate a squarciagola da tutti i presenti.
Questa la loro setlist:
Hurtige hænder (Acoustic)
Rav
Et Barn Af Min Tid
Det Er Knud Som Er Død
Som Fluer
I Min By
Og Du Blev Til En Hvid Fugl
Stor Som En Sol/Flad Som En Pandekage
K Før Ærlighed
Emil
Ung kniv
Under Din Sne
En Stemme / 1,2,3,4 - Jacob Bech Remix / Hurtige Hænder
Fuglebur
Solkongen
Alle Skuffer Over Tid
Sulle note dei Maribou State, l'organizzazione ha già lanciato gli early bird tickets per il prossimo anno. Fossi in voi non ci penserei mezzo secondo a prenderli.
Di seguito gli altri report dell'evento:
INTRO - https://m.suffissocore.com/site/scspecial/136/northside-2025-intro
THURSDAY - https://m.suffissocore.com/site/scspecial/137/northside-2025-thursday
FRIDAY - https://m.suffissocore.com/site/scspecial/138/northside-2025-friday
THE CROWD - https://m.suffissocore.com/site/scspecial/140/northside-2025-the-crowd