Héréditaire
Unverkalt
Season Of Mist
Pubblicato il 23/02/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Die Auslöschung
2. Oath Ov Prometheus
3. Ænæ Lithi
4. A Lullaby for the Descent
5. Penumbrian Lament
6. Introjects
7. I, The Deceit
8. Death is Forever
9. Maladie de l'Esprit

A metà tra Berlino e Atene, il gruppo guidato dall’avvenente e talentuosa Dimitra Kalavrezou ci regala un capolavoro assoluto di post-metal. Un’opera oscura e scevra da tutto ciò che può essere ricondotto alla musica commerciale, abile nell’esplorare sofferenze e memorie ereditarie insite dentro ognuno di noi. Un’opera in grado di attrarre sia gli appassionati di Mogwai e Godspeed You! The Black Emperor sia chi naviga in ambito black metal da una vita. Il primo punto di forza è inevitabilmente il cantato della Kalavrezou, che sa combinare clean vocals con stacchi assassini e abrasivi ('Introjects'). Alcuni tracceranno paragoni con Amalie Bruun, in arte Myrkur, altri con Zola Jesus e altri ancora con Gwyn Strang dei Frayle (‘Maladie de l'Esprit’), ma la verità è che siamo al cospetto di una cantante dotata di una personalità schiacciante. Un altro punto di forza coincide con la produzione, trionfale ma mai finta o di plastica, cinematografica ma allo stesso tempo organica. Le influenze doom e thrash, intrecciate con blast beat furiosi, invettive estreme e riff abissali creano un’atmosfera nel quale l’ascoltatore non può trovarsi a proprio agio. L’obiettivo è trasmettere un senso di perversione, romanticismo macabro e ossessione in un contesto dominato dal caos e dall’arrendevolezza. ‘Die Auslöschung’ e ‘ Oath Ov Prometheus’ aprono la scaletta in maniera sfrontata e una certa superiorità tecnica emerge pure in ‘I, The Deceit’, impreziosita dalla presenza di Sakis Tollis dei Rotting Christ. Gli Unverkalt sanno però essere anche concreti e live-oriented (‘A Lullaby For The Descent’ e ‘Death Is Forever’) dimostrando di essere cresciuti notevolmente rispetto a ‘L’Origine Du Monde’ e ‘A Lump of Death: A Chaos of Dead Lovers’ soprattutto nel bilanciamento tra approccio sperimentale, ambizioni sonore e capacità penetrativa del messaggio. Il basso di Joscha Hoye è in costante primo piano, richiamando alla mente pure certe cose di Julie Christmas, ‘Penumbrian Lament’ è un’altra gemma dark, sospinta dal guitar work di Themis Ioannou, responsabile anche della registrazione e dell’artwork, che potrebbe ben figurare nelle playlist di settore. Supportate ‘Héréditaire’ perché c'è un disperato bisogno di band di questo tipo. L’underground metal esiste ancora e il suo grido deve arrivare ovunque.


 

Songs
1. Die Auslöschung
2. Oath Ov Prometheus
3. Ænæ Lithi
4. A Lullaby for the Descent
5. Penumbrian Lament
6. Introjects
7. I, The Deceit
8. Death is Forever
9. Maladie de l'Esprit
UnverkaltUnverkalt
Unverkalt
From Grecia/Germania

Discography
2020 - L'origine Du Monde
2023 - A Lump Of Death: A Chaos Of Dead Lovers
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