When Legends Rise
Godsmack
BMG
Pubblicato il 17/05/2018 da Lorenzo Becciani
Songs
1. When Legends Rise
2. Bulletproof
3. Unforgettable
4. Every Part of Me
5. Take It to the Edge
6. Under Your Scars
7. Someday
8. Just One Time
9. Say My Name
10. Let It Out
11. Eye of the Storm
Songs
1. When Legends Rise
2. Bulletproof
3. Unforgettable
4. Every Part of Me
5. Take It to the Edge
6. Under Your Scars
7. Someday
8. Just One Time
9. Say My Name
10. Let It Out
11. Eye of the Storm

Una leggenda è qualcosa che si può costruire in un attimo oppure in un lungo lasso temporale. Quasi mai nasce a seguito di qualcosa di razionale e quasi sempre è generata dal talento. A detta di molti la band originaria del Massachusetts negli ultimi anni aveva mostrato il proprio lato più lezioso, limitando i rischi al minimo indispensabile e tentando di non perdere i vecchi fan con canzoni fotocopia di quelle che ne hanno decretato il successo a fine anni novanta. Il trend nu-metal è scomparso da un pezzo e anche di post-grunge ormai si parla ben poco eppure Sully Erna e compagni, con il loro hard rock vitaminico influenzato da Alice In Chains e Metallica, sono tornati nei negozi con un album enorme, un concentrato di adrenalina e emozioni che potrebbe segnare un’altra svolta in carriera. Prima di tutto il leader si è aperto a collaborazioni esterne collezionando tracce vincenti come 'When Legends Rise', composta assieme a John Feldmann (ex Goldfinger e produttore tra gli altri di The Used e Story Of The Year), 'Just One Time' e 'Eye Of The Storm', alle quali ha contribuito Clint Lowery (chitarrista dei Sevendust e turnista per i Korn). In secondo luogo la produzione di Erik Ron è senza dubbio devota agli esordi ma allo stesso tempo tremendamente incisiva e ricca di groove. Il largo uso di synth e suoni puliti bilanciano un approccio molto più diretto rispetto al passato e Shannon Larkin è la solita bestia dietro le pelli. Il terzo aspetto fondamentale è legato al cantato perché se c’era un elemento che rendeva più o meno tutte uguali le release dei Godsmack era proprio il timbro vocale di Sully Erna che invece stavolta si è veramente messo in gioco sperimentando effetti, soluzioni differenti e passaggi più acuti del solito (‘Take It To The Edge’ e ‘Under Your Scars’). 'Every Part Of Me' e 'Someday' ribadiscono lo stile classico dei Godsmack mentre 'Unforgettable' è un anthem da stadio che ricorda i P.O.D. e 'Bulletproof' uno dei singoli più dinamici della loro storia. Niente a che vedere col precedente '1000hp' e un bello schiaffo ai dirigenti della Republic che se li sono lasciati scappare.

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