
Una leggenda è qualcosa che si può costruire in un attimo oppure in un lungo lasso temporale. Quasi mai nasce a seguito di qualcosa di razionale e quasi sempre è generata dal talento. A detta di molti la band originaria del Massachusetts negli ultimi anni aveva mostrato il proprio lato più lezioso, limitando i rischi al minimo indispensabile e tentando di non perdere i vecchi fan con canzoni fotocopia di quelle che ne hanno decretato il successo a fine anni novanta. Il trend nu-metal è scomparso da un pezzo e anche di post-grunge ormai si parla ben poco eppure Sully Erna e compagni, con il loro hard rock vitaminico influenzato da Alice In Chains e Metallica, sono tornati nei negozi con un album enorme, un concentrato di adrenalina e emozioni che potrebbe segnare un’altra svolta in carriera. Prima di tutto il leader si è aperto a collaborazioni esterne collezionando tracce vincenti come 'When Legends Rise', composta assieme a John Feldmann (ex Goldfinger e produttore tra gli altri di The Used e Story Of The Year), 'Just One Time' e 'Eye Of The Storm', alle quali ha contribuito Clint Lowery (chitarrista dei Sevendust e turnista per i Korn). In secondo luogo la produzione di Erik Ron è senza dubbio devota agli esordi ma allo stesso tempo tremendamente incisiva e ricca di groove. Il largo uso di synth e suoni puliti bilanciano un approccio molto più diretto rispetto al passato e Shannon Larkin è la solita bestia dietro le pelli. Il terzo aspetto fondamentale è legato al cantato perché se c’era un elemento che rendeva più o meno tutte uguali le release dei Godsmack era proprio il timbro vocale di Sully Erna che invece stavolta si è veramente messo in gioco sperimentando effetti, soluzioni differenti e passaggi più acuti del solito (‘Take It To The Edge’ e ‘Under Your Scars’). 'Every Part Of Me' e 'Someday' ribadiscono lo stile classico dei Godsmack mentre 'Unforgettable' è un anthem da stadio che ricorda i P.O.D. e 'Bulletproof' uno dei singoli più dinamici della loro storia. Niente a che vedere col precedente '1000hp' e un bello schiaffo ai dirigenti della Republic che se li sono lasciati scappare.


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