
Se cercate l’originalità allora cambiate pure recensione ma, se quello che amate è un hard rock essenziale, potente e ricco di venature grunge, ‘Floating Pieces’ può fare davvero al caso vostro. I romagnoli sono alla quarta uscita dopo i full lenght ‘Sha-Whao’ e ‘And I Will Be Heard’ ed il live acustico ‘A Night In Acousticland’ che ne aveva esaltato le peculiarità tecniche. Anche questo nuovo disco è stato registrato in presa live al Molotov Studio di Alessandro Bernabei per mantenere l’energia e la freschezza che caratterizzano la band sul palco e, sebbene la scelta di autoprodursi possa rappresentare un limite, i suoni sono buoni. All’impianto rock dei pezzi sono stati aggiunti strumenti come il pianoforte e il rhodes di Glenda Fappiano, il violino di Elisa Semprini, il didgeridoo e il rain stick e la voce di Manuel Ottaviani, uno che gli Alice In Chains ed i Soundgarden li ha ascoltati per un bel pò, illumina le evocative ‘God Knows’ e ‘Anymore’. Sorprendono anche la massiccia intro ‘Amigdala’, le psichedeliche ‘Velvet Sky’ e ‘Floating Pieces’ e l’aggressività di ‘Leave Your Skin’.

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