
Quando mi è stato chiesto di fornire una press quote per questo album ho pensato a qualcosa di effetto che potesse fare veramente capire in cosa ci si imbatte ascoltando il successore di 'Meliora'. Alla fine ho scelto le parole “l'apocalisse in versione mainstream” e ciò perché è innegabile che Tobias Forge, smascherato è vero ma in apparenza poco intaccato dalle polemiche che lo hanno travolto lo scorso anno, stia spostando la sua creatura su territori sempre più commerciali, sfruttando al massimo melodie radiofoniche solari. In definitiva però, fin da 'Opus Eponymous', il suo gioco è stato sempre questo ovvero fondere il verbo di Satana, l'oscurità di certi rituali e la parvenza crudele di molte credenze con le lezioni impartite negli anni '70 e '80 dalle icone del rock. 'Prequelle' era chiamato a confermare l’efficacia del concept e la qualità del songwriting a dispetto dell’abbandono di tutti i membri originari. Papa Emeritus Zero è rimasto solo, al suo fianco si muovono turnisti di discreto valore il quale contributo è stato di fatto messo in secondo piano dalla produzione potente di Tom Dalgety. I refrain sono tuttora irresistibili, 'Miasma' è uno strumentale a metà tra Ozzy Osbourne e Rush, 'Dance Macabre' e 'Life Eternal' tentano di recuperare le macabre atmosfere di 'Infestissumam'. L’ambientazione è ancora cupa e malvagia, a tratti sembra voler trasportare ai giorni nostri la clausura dei secoli bui, eppure quel “tocco” di satanismo che impreziosiva i lavori precedenti un pò manca e l’assenza di un lead guitarist di valore viene sopperita con arrangiamenti ambiziosi. Chissà se Cardinal Copia saprà convincere dal vivo al di là delle operazioni di marketing e dei gadget che faranno bella mostra negli stand del merchandising.


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