In Between
Revaira
Redfield Records
Pubblicato il 16/08/2018 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Anima
2. Recovery
3. Crescent
4. Placebo
5. Alluvial
6. In Between
7. Waste
8. Pulse
9. Aporia
10. Stranger
11. Smother
Songs
1. Anima
2. Recovery
3. Crescent
4. Placebo
5. Alluvial
6. In Between
7. Waste
8. Pulse
9. Aporia
10. Stranger
11. Smother

Quando leggo modern metal o addirittura modern metalcore nelle bio sheet di presentazione di un album mi viene quanto meno da sorridere come se l’etichetta discografica volesse distinguere la band in questione da tutto il marciume che piace ai defender oppure che desiderasse preparare l’ascoltatore a qualche sperimentazione di troppo. In realtà quello dei Revaira è davvero un ottimo album e ancora una volta Redfield Records – A Traitor Like Judas, For I Am King, Kids Insane – si conferma abile a trovare i migliori talenti della nuova generazione. Nello specifico colpiscono fin da subito le doti del cantante Patrik Finhagen che, a livello vocale ma anche come liricista, possiede qualcosa di più rispetto alla media dei colleghi. I tedeschi hanno saputo fondere le loro influenze djent, nu metal e appunto metalcore con l’esperienza come ingegnere del suono e produttore di Aljoscha Sieg (Nasty, Any Given Day) che stavolta si è sul serio superato. ‘In Between’ potrebbe infatti piacere agli appassionati totalizzanti del genere ovvero quelli che ascoltano qualsiasi cosa provenga dal mercato americano e australiano, oltre a quello europeo, ma soprattutto ai fan più intransigenti che hanno supportato formazioni del calibro di Caliban, Bury Tomorrow e While She Sleeps fin dall’inizio rivendicando la loro elitarietà rispetto alla massa. Inoltre i Revaira non hanno dato alle stampe il solito album con due o tre singoli e qualche filler a completare la scaletta ma hanno curato in maniera maniacale ogni singolo aspetto rendendo perfetto anche il minimo dettaglio. ‘Anima’, ‘Recovery’ e la conosciuta ‘Crescent’ formano un trittico iniziale da paura, ‘Alluvial’ e ‘In Between’ mettono in luce la versatilità del cantato ed un guitar work dalla forte propensione live mentre ‘Waste’, ‘Pulse’ e ‘Smother’ sono episodi che farebbero comodo a chiunque, giovani inesperti in cerca di successo e musicisti affermati in crisi di identità.

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