
Il ritorno nei negozi dei tedeschi è un album che punta su un solido riffing ed un impianto melodico consistente senza apparire troppo commerciale (‘You And Me’). A quattordici anni da ‘The Other Side’ non sembra nemmeno di sentire la stessa band con la voce di Matthias Sayer che sfrutta al massimo l’evoluzione delle tecniche di registrazione e le chitarre che tradiscono retaggi nu metal e crossover tentando di non risultare mai banali. Assieme agli altri due membri fondatori, il chitarrista Alex Scholpp ed il bassista Ralf Botzenhart, in line-up troviamo il tastierista Richard Düe, il cui contributo è evidente su buona parte dei pezzi, ed il drummer Timm Schreiner. Dubito che i Farmer Boys possano ottenere un riscontro superiore a quello di fine anni novanta (il loro album più venduto è stato ‘The World Is Ours’, uscito ad inizio del nuovo millennio) ma ‘Born Again’ si rivela comunque un buon dischetto da ascoltare quando non si vuole pensare a niente e passaggi come ‘Fiery Skies’, ‘Tears Of Joy’ e ‘Revolt’ possono ritagliarsi uno spazio importante nelle prossime setlist dal vivo della band.


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