
Un eccellente debutto per i gallesi che danno alle stampe il primo full lenght dopo tre singoli (‘Permanent/Dream Of Me’, ‘Penance’ e ‘Heaven Knows’) ed il mini ‘This Is As One’, realizzato a metà con i sinistri Loathe. Un po' come i Polar, il gruppo guidato da Lucas Woodland cerca di distinguersi in una scena caotica come quella metalcore, abbinando stacchi ritmici violenti e melodie di ampio respiro. Le qualità vocali del frontman sono indubbie e ciò basterebbe a spingere gli Holding Absence su un gradino superiore rispetto a tante altre formazioni pubblicizzate dai media ma poi, alla resa dei conti, abbastanza innocue. È però il guitar work, ricercato e raffinato, di Scott Carey e Chris Smitheram a fare la differenza. Durante la scaletta vi imbatterete nei soliti breakdown tipici del genere ed in passaggi più o meno standard ma spesso i due chitarristi prendono strade impervie e non certo commerciali. 'Your Love’ e ‘Like A Shadow’ sono singoli perfetti per le radio e l’unico vero difetto consiste in una produzione di plastica che impedisce di cogliere al massimo le reali potenzialità live dei ragazzi.

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