Dictated
Phobos
Self Produced - Season Of Mist
Pubblicato il 31/10/2019 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Hypso
2. Thalasso
3. Lysso
4. Taphe
5. Chira
6. Apeiro
7. Eisoptro
8. Glosso
9. Trypo
10. Athaza Gora
11. Atychi
Songs
1. Hypso
2. Thalasso
3. Lysso
4. Taphe
5. Chira
6. Apeiro
7. Eisoptro
8. Glosso
9. Trypo
10. Athaza Gora
11. Atychi

Un album basato su una moltitudine di forme patologiche di paura. Su un death metal, ricco di groove ma non eccessivamente moderno, che è cresciuto col tempo tanto da farsi notare, già in occasione del precedente ‘The Deceived’, al di fuori dei confini olandesi. Se vi sono piaciuti gli ultimi lavori di Bodyfarm, Blood Throne e Venom Prison non perdete un solo secondo e fate vostra una copia di questo terzo full lenght dei Dictated, che stranamente non esce per nessuna etichetta discografica ma può contare comunque su una distribuzione di primo livello. “Fear will consume you whole. Suffer from it, and forever be blind” è l’annunciazione di un concept spettacolare, non solo sulle fobie ma sulla loro genesi e sul significato del loro nome (‘Thalasso’ e ‘Trypo’). Per certi dischi le liriche passano in secondo piano ma talvolta, ed è proprio questa la situazione, servono per aumentare il grado di pericolosità della sezione strumentale. Il guitar work stellare di Jessica Otten e Sonja Schuringa emergerebbe in ogni caso ma in questa maniera risulta ancora più letale e l’aggiunta di Julien Truchan dei Benighted e dell’ex Aborted Mendel bij de Leij rende ‘Hypso’ e ‘Athaza Gora’ devastanti. La sezione ritmica formata da Koen Verstralen e Frank Schilperoort è formidabile ed il cantato gutturale di York Keijzer uno dei migliori in circolazione, tra Suffocation, Sulphur Aeon e Amorphis. La bellissima copertina di Greg ‘AbsuManiac’ Czart costringe l’ascoltatore ad una riflessione interiore che poi diventerà dolore puro al momento in cui mazzate del calibro di ‘Lysso’, ‘Chira’ e ‘Eisoptro’ lo colpiranno. La produzione è pulita quanto basta per lasciare affiorare sfumature intriganti e sporca quanto basta per far crescere l’ansia di vedere dal vivo i quattro ma soprattutto l’album è capace di farvi tornare indietro all’adolescenza, quando ascoltavate le prime produzioni estreme, ed allo stesso tempo proiettare nel futuro il desiderio di sperimentare sonorità convulse, caotiche e bestiali in un contesto elaborato e tecnico. Non mi piace fare classifiche ma dubito che qualcun altro in ambito death metal farà meglio dei Dictated quest’anno.

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