
Il secondo EP dei transalpini – uscito due anni dopo l’esordio omonimo - viene rimasterizzato e ristampato per la felicità degli appassionati di math rock. In queste quattro tracce, tra le quali spiccano agilmente ‘Zoloft’ e ‘Bielorusse’, emergono chiaramente le influenze di Maxence Griffond e Robin Ruston, chitarristi e principali songwriter degli Shelter. I riferimenti ai vari The Dillinger Escape Plan, King Crimson e Living Colour sono infatti palesi ma l’utilizzo della tromba, vagamente alla Zorn, rende la materia strumentale piu’ varia ed intrigante. Anche se il lavoro in fase di restlying di Florian Combarnous è molto buono appare evidente che quatro pezzi non possano essere sufficienti per esprimere un giudizio completo ma la band sembra possedere le qualità per fare bene sulla lunga distanza ed imporsi al di fuori delle strette cerchia dell’underground locale.

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