
In attesa di una distribuzione migliore, la recente firma con Hassle Records potrebbe risolvere tanti problemi in tal senso, i norvegesi sono una delle migliori espressioni di una scena alternativa norvegese che di recente ci ha regalato altre entità superbe quali Deathcrush, Broen, Sauropod Sløtface e Pom Poko. Attivi da oltre dieci anni, hanno dato alle stampe tre full lenght, tra i quali il presente ‘Cult Drugs’, e diverse chiccherie come EP, 12 pollici e 10 pollici. Vengono da Bergen, conosciuta soprattutto per il metal ma da cui sono spuntate fuori anche realtà importanti come Audrey Horne, Kings Of Convenience, Aurora e Röyksopp. Quello che loro stessi definiscono deathpop è un ibrido scellerato tra hardcore-punk (‘Gang Signs’ e ‘White Skin Tanned_Teeth’), power-pop e rock n’ roll che può andare bene sia per i locali più fumosi e sconosciuti di provincia che per i dancefloor affermati. Al microfono troviamo la bellissima Karina Ljone, capace di sbarazzarsi in poco tempo del fantasma di Silje Tombre ed avvicinare pericolosamente i Blood Command ai “cugini” svedesi The Sounds. Quando parte ‘CTRL+ART+DEL’ sembra di essere nei territori sudici di Pussy Galore o Nymphs, le percussioni vanno per conto loro e nella totale oscurità appare all’improvviso un barlume di luce, corredato da synth esplosivi ed un chorus memorabile. Seguono la title track e la clamorosa ‘Quitters Don’t Smoke’ e di colpo la mente viene attraversata dai ricordi di The Blood Brothers e Refused. Un impatto sonoro superbo, una vocina che si pianta nella testa dopo mezzo secondo e la chitarra sguaiata di Yngve Andersen (‘Nervous Laughter’) a togliere qualsiasi certezza. Geniali e imprevedibili, dotati di una personalità rara da trovare in circolazione e dell’attitudine giusta per fare bene a tutti i livelli. Sia ricoperti di stracci nella melma underground che indossando vesti più commerciali nei salotti che contano.


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