Chants From Another Place
Jonathan Hultén
Kscope
Pubblicato il 16/03/2020 da Lorenzo Becciani
Songs
1 A Dance In The Road
2 The Mountain
3 Next Big Day
4 The Call To Adventure
5 Wasteland
6 Outskirts
7 Holy Woods
8 Where Devils Weep
9 The Fleeting World
10 Ostbjorka Brudlat
11 The Roses
12 Deep Night
Songs
1 A Dance In The Road
2 The Mountain
3 Next Big Day
4 The Call To Adventure
5 Wasteland
6 Outskirts
7 Holy Woods
8 Where Devils Weep
9 The Fleeting World
10 Ostbjorka Brudlat
11 The Roses
12 Deep Night

I Tribulation, capaci di vincere un Grammy in patria, sono una delle entità estreme più singolari del panorama attuale. Inizialmente dediti ad un death vecchia maniera, si sono evoluti verso sonorità sperimentali, incorporando influenze dark e heavy metal. L’esordio solista del loro enigmatico chitarrista è una vera rivelazione per un etichetta come Kscope che di recente pareva aver smarrito la prolificità ad altissimi livelli di un tempo. Per comprendere ‘Chants From Another Place’, mixato da Ola Ersfjord (Dead Lord), non serve soltanto conoscere la discografia di Nick Drake o la psichedelia dei primi anni ‘70 ma è necessario calarsi nell’immaginario mistico alla base di queste canzoni. Non appena entrati nelle atmosfere decadenti e pastorali della release, grazie a ‘A Dance In The Road’ e ‘The Mountain’, vi si aprirà però un mondo incredibile, un universo nel quale Sufjan Stevens e Tim Buckley possono convivere con Emma Ruth Rundle e Chelsea Wolfe. Per una volta mettete da parte decine di artisti indie folk tutti uguali tra loro e lasciatevi trascinare negli abissi da un cantautore che si sente intrappolato in un dipinto della Art Nouveau e non distingue vita reale e palco. Un viaggio interiore che rapirà la vostra attenzione come un libro di cui avete un disperato bisogno di conoscere il finale. Un racconto di morte e rinascita spirituale che passa per arazzi acustici, visioni minimali, cori di ispirazione religiosa e sospiri gotici.

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