
La musica è avvincente perché va avanti, non si ferma nemmeno di fronte al dissesto dell’industria oppure al cambiamento dei sistemi di diffusione. È chiaro che ogni evoluzione va considerata nel periodo storico in cui avviene ma, di generazione in generazione, ci sono sempre state band avanti anni luce, capaci di proporre qualcosa di innovativo e sorprendente, in totale incuranza del consenso o del riscontro commerciale. Nello specifico, ho seguito, step dopo step, tutto il processo che ha portato alla nascita del progetto ed alla pubblicazione dei primi video online, poi è arrivato 'Pt. 1: Dethmask' e devo ammettere di aver letteralmente perso la testa per gli spaventosi groove di Tom Barber dei Chelsea Grin e Josh “Baby J” Miller degli Emmure, da poco tornati nei negozi col micidiale ‘Hindsight’. Adesso poi che la visione si è raffinata ed il sound apocalittico è stato ulteriormente rifinito, è impossibile sottovalutare questa miscela esplosiva di deathcore, djent e sperimentazione futuristica. Nel loro debutto su lunga distanza, i Darko US hanno iniettato una sostanza letale per chiunque, dagli appassionati di metalcore ai nostalgici del nu metal di fine anni novanta, e le potenzialità di crescita del progetto sono ancora enormi. Scorrendo le tracce troverete agganci più o meno concreti con Glass Cloud, Glassjaw, Periphery, Humanity’s Last Breath e naturalmente Deftones, ma siamo al cospetto di un’entità assolutamente nuova e originale. ‘Splinter Cell’ parte come una martellata e si interrompe all’improvviso, non appena la vittima perde i sensi, mentre ‘Fiend Dream’ è uno dei pezzi più prossimi al materiale precedente. Quando poi arriva il turno di ‘Donna’, con la sua melodia affabile e un sottofondo quasi ambient, ci si rende conto di quanto possa essere ancora sviluppata la ricerca sonora. Brutalità e perdita di controllo, lungimiranza, idee, cuore, emozioni violente, aggressioni verbali e fisiche, sottomissione psicologica, dominio elettronico. Così la scaletta prosegue regalandoci passaggi tecnicamente improponibili per il novantacinque per cento delle altre band e vere gemme di metal moderno quali ‘Daniel’, che vede la partecipazione di Courtney LaPlante degli Spiritbox e Jonny Reeves dei Kingdom Of Giants, e ‘Pale Tongue’. Nella lista dei crediti troviamo anche Ben Duerr degli Shadow Of Intent (‘Pretenders’), Nick Arthur dei Molotov Solution (‘Darko’) e tracce come ‘Praise The Sun’ e ‘The Last Of Us’ sembrano trattare con sufficienza e superiorità le ultime cose di Left To Suffer, Waking The Cadaver, Loathe, Thy Art Is Murder o As Blood Runs Black. È in corso una resurrezione e il successo di questi esperimenti, supposto che abbia ancora senso definirli tali, sarà determinante per plasmare e confezionare un prodotto futuribile ed accessibile a tutti. Un disco da consumare fino a farvi scoppiare la testa.


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