Cuckoo
Darko US
Self Released
Pubblicato il 16/08/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1 State Of Decay
2 Death Spiral
3 Venom Spitter
4 Perfected Ultra Instinct
5 Landslide

Ad aprire il nuovo EP di Tom Barber e Josh Miller è un viscido beat techno-rave che si traduce quasi subito in una serie di blast beat allucinanti tra djent e deathcore. Ci sono band che ascolti per rilassarti e band che ascolti quando vuoi ricordarti che, da qualche parte nel mondo, esiste ancora qualcuno disposto a prendere una mazzata sonora in pieno volto e considerarla una forma di intrattenimento. I Darko US appartengono orgogliosamente alla seconda categoria e ‘Cuckoo’ conferma questa vocazione alla confusione organizzata, fondendo insieme brutalità, elettronica, groove, breakdown, accelerazioni improvvise e una quantità di idee che molte band utilizzerebbero per riempire tre album. Il bello è che, nonostante la violenza sonora, i due non sembrano mai particolarmente interessati ad apparire duri e basta. C'è qualcosa di divertente nella loro follia. Alcune idee sembrano buttate giù semplicemente per farsi due risate e poi, all’improvviso, parte un riff che sembra progettato da un ingegnere aerospaziale con evidenti problemi emotivi. ‘Cuckoo’ funziona perché non ha paura di essere eccessivo. Dove altri gruppi inseriscono un breakdown per rispettare il contratto non scritto del metalcore contemporaneo, i Darko US sembrano chiedersi quanti possano infilarne prima che qualcuno chiami un esorcista. E quando finalmente pensi di aver capito la direzione di un brano, arriva qualcosa che cambia prospettiva, velocità o atmosfera. Tom Barber, naturalmente, è perfettamente a suo agio dentro questo caos. La sua voce passa dal growl profondo alle urla più disperate con la naturalezza di chi sta discutendo con il vicino di casa, anche se il vicino in questione è probabilmente uno dei sinistri mostri di Le Streghe di Salem. Josh Miller, dall'altra parte, costruisce una componente strumentale che non si limita a sostenere la voce: la aggredisce, la rincorre e talvolta sembra volerla deliberatamente mettere in difficoltà. Nick Arthur dei Molotov Solution impreziosisce ‘Death Spiral’ mentre Marcus Bridge dei Northlane è stato invitato in studio per rendere irriconoscibile ‘Landside’ dei Fleetwood Mac. Non c'è la ricerca della perfezione pulita, né il desiderio di rendere tutto immediatamente digeribile. Al contrario, il progetto non ha smarrito la voglia di sperimentare, sporcare, spezzare e ricomporre le proprie canzoni. Il risultato è schizofrenico nel senso migliore del termine, rumoroso, imprevedibile, ironico, cattivo e persino un po' tenero nella sua ostinata follia. Non ti chiede il permesso di entrare nella tua testa: sfonda la porta, rovescia i mobili e poi ti domanda se vuoi ascoltarlo un'altra volta.

Songs
1 State Of Decay
2 Death Spiral
3 Venom Spitter
4 Perfected Ultra Instinct
5 Landslide
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