
Peki d’Oslo è il nome del travestivo che è stato associato ad Amanda Lear quando sono partite le discussioni sulla sua natura sessuale. Peki d’Oslo è però anche il nome di una rock band italiana, che alla fine degli anni ‘90 sgomitò per ottenere un contratto discografico importante. Ciò non avvenne per vari motivi ma i membri non si sono dati per vinti e si sono al contrario resi protagonisti di progetti importanti. Ad oltre vent’anni di distanza le canzoni di allora sono state recuperate e registrate da capo per omaggiare quel periodo e dimostrare che l’attitudine non è qualcosa che si compra al supermercato. Al fianco del compositore Andrea Bellentani troviamo glorie della scena underground di casa nostra come Antonio Bacciocchi (Not Moving, Lilith And The Sinnersaints), Ulderico “Wilko” Zanni (Rats) e Domenico “Dome La Muerte” Petrosino (Not Moving, Cheetah Chrome Motherfuckers, Lupe Velez. Gli Avvoltoi..) e la line-up appare di una solidità impressionante a dispetto del tempo trascorso. Certe canzoni hanno un’anima punk spiccata mentre in altri casi emerge l’amore per quel rock in cui si sentiva la grana della chitarra, il basso che pulsava e la batteria che non dava tregua. Il rock degli anni ‘60 e ‘70, ricco di invettive psichedeliche e atmosfere intriganti. ‘Sei mai stato violentato?’ e ‘Premi Off’ sono i pezzi che mi hanno colpito maggiormente, ma la scaletta è compatta ed il fatto che nel retro del compact disc ci sia il marchio di un’etichetta storica come Contempo Records è una garanzia di qualità.

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