
Dopo aver reso imperdibile il debutto di Xhoana X, James “Munky” Shaffer e Chris Hunt hanno proseguito la loro collaborazione dando vita ad un progetto dedito alla sperimentazione ed in bilico tra musica elettronica, colonne sonore e alternative metal. Il chitarrista dei Korn non è nuovo a esperienze soliste e lo ricordiamo autore di un album intrigante come ‘Fear And The Nervous System’, nato in collaborazione col produttore Danny Lohner, e più di recente su ‘Live Fast, Die Whenever’ con $uicideboy$ e Travis Barker. Il compositore di Atlanta invece si è distinto in passato per lavori maledettamente oscuri come ‘Carnelian’ e ‘Torrent’ e con la “sette corde” della più grande nu metal band di sempre ha saputo trovare un’alchimia eccezionale. Un po’ come quella che tiene in piedi i Crosses di Chino Moreno, ma qua siamo su territori decisamente più cupi. In questo primo lavoro, promosso non a caso da un’etichetta di spessore come la Ipecac (Mr. Bungle, Dead Cross), la sintesi del suono avviene attraverso sistemi modulari, una drum machine (il Pulsar 23 per la precisione) e una Ibanez con numerosi pedali. Le sessioni di registrazione si sono basate sull’improvvisazione e le atmosfere si sono sviluppate in una direzione cinematica e industriale definita come “collisione di enigmi”. “Una combinazione verso un assemblaggio unificato dell'abisso estatico, una sensibilità annidata nell'intensità programmata nei fugaci secondi finali di un’entità mortale, perfetta, aliena prima di essere totalmente distrutta”. Non credo ci siano parole migliori per descrivere un lavoro che scorre come un flusso di coscienza, drammatico e surreale, alienante e catartico. Un lavoro che prende ispirazione dal meglio dell’industrial metal anni ‘90 e trova punti di continuità con alcune produzioni dei Korn, nelle quali evidentemente Munky aveva detto la sua in maniera importante. Deantoni Parks, batterista free jazz che ricordiamo per le collaborazioni con The Mars Volta e John Cale, appare in ‘Erosion’ e ‘Disintegration’ mentre i VOWWS, attesi al seguito di ‘Under The World’, sono ospiti in ‘Hologram’. La lista dei crediti si allunga ulteriormente con la presenza di Jacob Duzsik degli Health (nella micidiale ‘Ochre’) e di Alain Johannes, produttore che abbiamo appena apprezzato su ‘Of Darkness And Light’ degli Årabrot, che canta in ‘Triangle’. ‘Swarm’ e ‘Surrender’ sono altri passaggi memorabili di un masterpiece assoluto, difficilmente catalogabile solo nell’ambito musicale. Trattasi infatti di opera d’arte contemporanea, inarrivabile per quasi tutti, epica e capace di stordire ben più di qualsiasi droga.


Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.