
La migliore thrash band italiana si conferma ai vertici del movimento con dieci canzoni più varie rispetto al passato. Gli emiliani non hanno mutato orizzonti sonori, come accaduto per esempio agli Ultraviolence, ma i tempi che hanno sorretto il loro approccio compositivo non sono tutti in tiro o rapidissimi. In scaletta troverete infatti dei midtempo e addirittura un paio di breakdown a testimonianza del desiderio dei quattro di allargare la propria fanbase e sperimentare nuove dinamiche in ottica live. Per il resto ‘Hellframes’, immesso sul mercato col bellissimo artwork a cura di Mario López (Evil Invaders, Toxik, Crystal Viper), è come di consueto un’esplosione di riff e stacchi ritmici impressionanti con pezzi come ‘Path Of Pain’ e ‘Deliver Us’ diventeranno presto dei classici dal vivo. Reno dimostra di essere cresciuto vocalmente con ‘Call Of The Siren’ e ‘Count Your Breaths’ mentre ‘The Cult’ e ‘Synthetic Dreams’ sono due singoli azzeccati ed in grado di ben figurare in qualsiasi playlist del settore. In chiusura troviamo la title track, con Dome dei Fulci come ospite, per un ascolto potente e versatile, che non annoia mai ma che allo stesso tempo rifila numerosi “schiaffi” a chi si avvicina timido all’ascolto. Un pugno alto al cielo in nome della scena italiana, alla faccia di chi ne evidenzia sempre e soltanto la mediocrità. É difficile emergere lo sappiamo, è complicato soprattutto dalle nostre parti perché i dischi dei Game Over (e di tante altre formazioni che hanno siglato accordi discografici con label estere) fuori dai confini si venderanno eccome. Bisogna però smetterla di piangersi addosso e premiare chi lavora duro da anni, chi ha fatto la gavetta montando e smontando palchi di provincia, viaggiando su bus scassati e dormendo due ore a notte pur di dire la sua in ambito heavy metal. I Game Over sono pazzeschi. Suonano come le migliori band in circolazione, non leggerete mezzo paragone con nomi altisonanti semplicemente perché non se lo meritano, e ‘Hellframes’ si rivela uno degli apici di sempre di Scarlet Records, label che di thrash ne sa qualcosa visto che può vantare in catalogo pure gli Extrema.


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