
Chi ha nostalgia della musica di Crosby, Stills Nash & Young può tranquillamente terminare di pensare ai mitici tempi andati e buttarsi senza problemi sul secondo lavoro del talentuoso trio formato da D’Virgilio, Morse & Jennigs, personaggi che tutti gli appassionati del prog metal conoscono molto bene. Con “Sophomore”, l’influenza della musica west coast degli anni settanta trova il suo giusto sfogo, come dimostra da subito l’iniziale “Hard To Be Easy” che sembra essere stata scritta durante le sessions del gigantesco “Deya Vu” che i quattro mostri precedentemente nominati diedero alla luce tantissimi anni addietro. In certi casi la devozione verso questo tipo di sound si fa ancora più forte come dimostrano la bellissima “Walking On Water”, dal ritornello profondamente efficace e la malinconica “Linger At The Edge Of My Memory”. In altri momenti questo super trio va anche a braccare i Jethro Tull del periodo di “Songs From The Wood” grazie alla superba “Tiny Little Fires” che non avrebbe sfigurato all’interno dello storico platter della band di Ian Anderson. Con lo scorrere dei minuti e dei brani, quello che traspare, oltre all’abilità tecnica degli artisti che non travalica mai e non sfocia in onanismi interpretativi stucchevoli che sarebbero poco consoni alle atmosfere acustiche, è la completa voglia di cercare la perfezione all’interno di ogni singola canzone, come se si volesse scrivere il singolo perfetto. L’unico intermezzo elettrico trova in “Mama” la sua compiutezza e va detto che qui sono i Beatles ad essere ricordati per certe armonie vocali che erano tipiche dei quattro ragazzi di Liverpool. Un’altra sfaccettatura interessante si materializza con la rievocazione della country music presente nell’arpeggiata “Right Where You Should Be”. Per il resto ci si imbatte in piccole perle da collezione come “The Weary One” (molto Stephen Stills) e la ritmata “Anywhere The Wing Blows” che ha delle melodie istantanee e dei cori molto vintage. Ecco, se proprio si dovesse definire “Sophomore”, si potrebbe dire che è un album vintage, ovvero caldo e profondamente radicato in quelle che sono le basi di una musica affascinante e senza tempo.


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