
Dalla serie “guarda un po’ chi si rivede”, ecco che ci troviamo dinnanzi, quasi all’improvviso, i Puya, fenomenale band crossover di origine portoricana che ebbe un notevole successo, soprattutto di critica, a cavallo dei due secoli. Il loro esordio su major, “Fundamental”, fu incredibile, perché mescolava benissimo le sonorità metal degli anni ottanta con quelle tipicamente caraibiche, andando molto più in là rispetto a quanto fatto in passato da Carlos Santana. All’interno delle loro canzoni era facilissimo passare da sonorità alla Metallica ad altre che si rifacevano alla salsa, con tanto di cambio di idioma a livello vocale (si andava dall’inglese allo spagnolo in un amen). Il successivo “Union” del 2001 ribadì la loro bravura, ma risultò meno ispirato rispetto al precedente, tanto che dopo qualche anno il gruppo decise di sciogliersi nell’indifferenza generale. Ora, dopo tante voci e qualche apparizione live, esce, neanche tanto a sorpresa, “Potencial”, un disco dalla durata inferiore alla mezzora di tempo, che ribadisce quello che già si sapeva. Le coordinate stilistiche non sono cambiate per nulla e queste sei canzoni, più due intro, lo dimostrano. Il thrash metal è una fonte di ispirazione che continua ad essere tale come dimostra “Falling Illusions”, mentre le divagazioni sperimentali trovano una virata nel jazz e nella fusion in un brano molto intrigante come “Cultura”. La titletrack ci rimanda al periodo di “Fundamental” con un ritornello che spacca a dimostrazione di una versatilità anche radiofonica di questi quattro ragazzi che ora sono signori di mezza età. Per il resto vi è l’omaggio sentito alla loro Portorico con “No Me Quiero Ir” che ci fa capire la poliedricità del gruppo e il loro sentito rispetto per la lezione che Santana impartì al mondo alla fine degli anni sessanta. Per il resto è un susseguirsi di tracce (“Machete Y Garabado” e “No Pertenezeco”) che risultano quelle che ogni fan dei Puya avrebbe voluto ascoltare dopo “Union” e che non ne ha avuto la possibilità per i motivi suesposti. Un bel ritorno, gradevole e interessante, che si spera non passi come indifferente soprattutto per quella critica che ne esaltò le gesta più di venti anni fa. Bentornati.

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.