I Welcome Thee Eternal Sleep
Opia
Hammerheart Records
Pubblicato il 29/04/2025 da Lorenzo Becciani
Songs
01. These Pristine Memories
02. On Death’s Door Part I
03. Man Proposes, God Disposes
04. The Fade
05. The Eye
06. Days Gone By
07. Silence
08. On Death’s Door Part II

Erano anni che non ascoltavo un album gothic doom del genere e sinceramente trovo quanto mai inappropriato associare gli Opia a formazioni del calibro di Swallow The Sun, Sentenced e Amorphis come è precisato nella press sheet di Hammerheart Records (casa tra gli altri di Ereb Altor, Phelbotomized e Isole). Nulla da eccepire alle tre band finlandesi, anzi gli Amorphis sono tra le mie band preferite di sempre, ma il sound degli Opia è british al mille per mille. Nella stessa presentazione vengono giustamente citati pure i My Dying Bride e nel complesso ‘I Welcome Thee Eternal Sleep’, immesso nei negozi col bellissimo artwork a cura di Natalia Drepina, è un disco pensato e scritto per chi è cresciuto con la materia gothic doom negli anni ‘90. Sono sicuro che piacerà pure ai fan di Anathema, i primi naturalmente, Cathedral e Paradise Lost (‘Man Proposes, God Disposes’), che ritroveranno in pezzi come ‘The Fade’ e ‘Silence’ certezze che sembrano svanite con la vecchiaia. L’unica pecca, se vogliamo, del lavoro è che ricalca tutti gli stilemi del genere e di un panorama gotico che, al di là di sparuti casi o happening internazionali, non si è evoluto come ci si sarebbe forse attesi nel corso del tempo. Se gli Opia riuscissero ad abbattere anche questo muro di ottusità e pregiudizio allora ci troveremmo sul serio al cospetto di fenomeni. La scaletta – prodotta in maniera intelligente da Abraham Fihema (The Drowning) - mostra un magistrale controllo del doom atmosferico, con otto tracce basate su strati di intensità malinconica e chitarre struggenti. Da brividi la voce di Tereza Rohelova (ex-Agrona e Wolvencrown), in grado di ergersi possente sulle trame tastieristiche di Jorge Afonso Rodriguez ed un fondale percussivo che accentua l’ossessività della musica e delle liriche. ‘On Death’s Door Part I’ – nella quale è possibile percepire anche l’amore per i 3rd And The Mortal - e l’accoppiata formata da ‘The Eye’ e ‘Days Gone By’ sono altri apici di un ascolto memorabile. Tirate fuori corpetti, guanti strappati e magliette a rete dall’armadio perché con gli Opia, poesia e cultura dark vanno davvero di pari passo. 

Songs
01. These Pristine Memories
02. On Death’s Door Part I
03. Man Proposes, God Disposes
04. The Fade
05. The Eye
06. Days Gone By
07. Silence
08. On Death’s Door Part II
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