
Le voci di un ritorno in studio dei System Of A Down si susseguono ormai da anni e sono sinceramente venute a noia. Se gli autori di ‘Toxicity’ troveranno un compromesso e decideranno di registrare ancora musica insieme sarà materia di giudizio quando mai avverrà. Musicisti come Daron Malakian sanno regalare emozioni come pochi altri e vederli lontani dal loro ambiente naturale o comunque senza obiettivi è in ogni caso triste. Anche per questo il nuovo disco degli Scars On Broadway ha grande importanza. Per alcuni non sarà la stessa cosa e in realtà non esce con nessuna pretesa del genere. E’ però un disco nel quale il talento del chitarrista emerge da ogni singola sfumatura. Quei riff, quell’approccio scanzonato e tossico, quella capacità innata di criticare la società moderna senza mai risultare pesante. Questo è ‘Addicted To The Violence’, un disco che non si inserisce in nessuna categoria e prende spunto dal rock e dal metal almeno quanto dalla psichedelia, dal punk, dal pop e dalla musica tradizionale armena. Insieme a Malakian troviamo l’altro chitarrista Orbel Babyan e il batterista Roman Lomtadze, per una scaletta a metà tra passaggi più eccentrici e sperimentali ed altri che sembrano provenire dalle sessioni di ‘Mezmerize’ e ‘Hypnotize’. Come al solito quelle di Malakian sono storie di strada (‘Watch That Girl’) o invettive politiche (‘Destroy The Power’) che non hanno perso forza col passare degli anni. ‘Killing Spree’, ‘Done Me Wrong’ e ‘Your Lives Burn’ i pezzi in linea con il valore del debutto di diciassette anni fa. In generale però ‘Addicted To Violence’ suona come un disco compatto e creativo, molto meglio del poco ispirato ‘Dictator’.


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