
Fino a qualche anno fa la scena elettronica europea, in particolare quella nordica, dava lezioni a tutti regalando capolavori che ancora oggi riempono i nostri ascolti. In seguito la globalizzazione, i social network, la crisi dell’industria e, in maniera molto semplice, il fatto che con zero budget è possibile registrare un disco e pubblicarlo in rete hanno azzerato le distanze e certe gerarchie. Tutto è diventato confusionario e precostruito. Soprattutto si è abbassato il livello. Ne parlavo proprio qualche giorno fa con Maria Chiara Argirò, in occasione della sua esibizione a Serravalle Jazz con il progetto lvdf, ed è saltato fuori il nome dei Melt Motif. I norvegesi mi hanno letteralmente stregato con il loro mix tra industrial metal e trip hop e dischi come ‘Particles. Death Objective’ e ‘Vandalism Vol. 2’. La loro anima brasiliana, un membro del trio risiede e opera a San Paolo, non ha ancora permesso loro di esibirsi dal vivo e, fidatevi, sto facendo di tutto per portarli in Italia. ‘Feeding The Error’ rappresenta un’evoluzione del concept portato avanti con i lavori passati e allo stesso tempo un’attestazione di forza e un manifesto per l’intero panorama nordeuropeo. Non si parla solo di musica, ma di visione, di capacità di scavare nell’animo di chi ascolta. Ogni singolo momento del disco è costruito per generare una pulsazione interiore. La voce di Rakel Greve è semplicemente sublime, riuscirebbe a trasportarti ovunque e riporta alla memoria le voci che hanno fatto la storia del trip hop e del downtempo, nel periodo di maggiore esposizione mediatica del genere. Dietro di lei si muovono con insana abilità Kenneth Rasmus Greve e Joe Irente. La componente cinematica, non è apparsa inosservata la collaborazione del trio con Erik Ferguson per la colonna sonora di Pilgrim, riveste un ruolo predominante in sessanta minuti, che vedono la band addentrarsi nei meandri di un universo espanso, tra chitarre heavy e passaggi atmosferici e ambient. Le influenze EBM e darkwave rimangono sullo sfondo e personalmente ho percepito anche qualche spunto legato ad ascolti di neoclassica o chissà quale sperimentazione. La conclusione è che ‘Feeding The Error’ si traduce in un viaggio cosmico e oscuro, un percorso sfidante che passa dalla reprise di ‘I Wanna Be Your Dog’ degli Stooges a tracce spaziali come ‘Ash Burn’ o ‘Arcadia’. In scaletta troviamo anche singoli che erano usciti nei mesi scorsi, tra cui ‘Red Velvet Art’, ‘Asphalt’ e ‘Lizard’ - oltre al micidiale Thief remix di ‘Broken Floor’, molto Nine Inch Nals anzi molto Trent Reznor in versione compositore di musiche per il cinema - che sa tanto di prosecuzione del discorso interrotto con i due volumi di ‘Vandalism’. Un disco che ti scuote dentro e che dimostra come, pure in ambito elettronico e avanguardistico, la comunità underground possa ancora produrre musica eterna, destinata ad incollarsi alla nostra materia cerebrale e capace di costringerci a cercare disperatamente negli archivi sonorità che credevamo perse per sempre. Anche se è caldo, procuratevi una coperta perché i Melt Motif sapranno mettervi i brividi.


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