New Gods, New Masters
Revocation
Metal Blade
Pubblicato il 19/09/2025 da Lorenzo Becciani
Songs
1. New Gods, New Masters
2. Sarcophagi Of The Soul
3. Confines Of Infinity (feat. Travis Ryan of Cattle Decapitation)
4. Dystopian Vermin
5. Despiritualized
6. The All Seeing (feat. Gilad Hekselman)
7. Data Corpse
8. Cronenberged (feat. Jonny Davy of Job For A Cowboy)
9. Buried Epoch (feat. Luc Lemay of Gorguts)

Vi assicuro che non sto ascoltando altro da almeno un mese e mezzo. Deftones e Revocation. Revocation e Deftones. Con il loro nono lavoro in studio, gli americani sono tornati all’epicità ed all’approccio compositivo di ‘Chaos And Forms’ eppure lo hanno fatto con una line-up profondamente modificata. Di quell’album mitico è rimasto solo il leader David Davidson. Dietro le pelli troviamo Ash Pearson e, leggete bene quello che sto scrivendo, l’ex-3 Inches Of Blood è qualcosa di totalmente assurdo. La sezione ritmica è arricchita dal bassista Alex Weber, ex-Obscura e dal vivo pure con Defeated Sanity, Sabbath Assembly e Jeff Loomis, mentre l’altro chitarrista adesso è Harry Lannon. Mai sentito niente del genere e non c’entrano un cazzo il death, il thrash o il metal nella sua complessità e diversità. Quando parte ‘Buried Epoch’, oltre sette minuti di durata con ospite Luc Lemay dei Gorguts, parto anche io. Stare dietro a tanta bellezza compositiva è magnifico e ripaga di anni di sacrifici questi musicisti da anni ai vertici della scena estrema. Il successore di ‘Netherheaven’, altro disco che ho consumato e di cui vi ho parlato alla grande su queste pagine, è stato prodotto direttamente da Davidson con il mixaggio ed il mastering curati da sua maestà Jens Bogren (Bloodbath, Amorphis). La copertina è cura di Paolo Girardi (Bell Witch, Cryptopsy) mentre il singolo ‘Cronenberged’, che vede la partecipazione di Jonny Davy dei Job For A Cowboy, è stato promosso con l’azzeccato videoclip di Dave Brodsky. ‘Sarcophagi Of The Soul’ e ‘Dystopian Vermin’, sul tema dell’intelligenza artificiale e su come le nostre vite possono essere condizionate, rimarranno a lungo nella mia playlist, Travis Ryan dei Cattle Decapitation si sarà divertito tantissimo su ‘Confines Of Infinity’ e un altro featuring d’effetto è quello di Gilad Hekselman in ‘The All Seeing’. Sarebbe però stupido stilare classifiche sia tra i pezzi di questa scaletta sia tra ‘New Gods New Masters’ ed i lavori precedenti. La verità è che ci sono poche formazioni in grado di reggere l’impatto tecnico-tellurico dei Revocation. Forse gli Obscura, che continuo ad amare alla follia nonostante la giravolta di membri a cui abbiamo assistito di recente. Forse i Blood Incantation di ‘Timewave Zero’ e ‘Absolute Elsewhere’. Il resto è noia e invece i Revocation non annoiano mai. Anzi stupiscono, sorprendono, abbattono nuovi limiti. ‘Data Corpse’ rappresenta il culmine di un approccio diretto e brutale, capace di fondere thrash, death, prog, intensità mortale, follia ritmica e atmosfere macabre. Roba da capogiro e musica estrema per periodi estremi.


 

Songs
1. New Gods, New Masters
2. Sarcophagi Of The Soul
3. Confines Of Infinity (feat. Travis Ryan of Cattle Decapitation)
4. Dystopian Vermin
5. Despiritualized
6. The All Seeing (feat. Gilad Hekselman)
7. Data Corpse
8. Cronenberged (feat. Jonny Davy of Job For A Cowboy)
9. Buried Epoch (feat. Luc Lemay of Gorguts)
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