
Quando sento in giro che c’è crisi annuisco. Quando sento in giro che non ci sono più band italiane che spaccano invece ho un sussulto interiore e, soprattutto se già nervoso di mio, esplodo. Fatevi un favore! Mettete ‘Deep Drives’ sul piatto del vostro giradischi o nel lettore cd del vostro impianto stereo, chiudete gli occhi e immergetevi in un’atmosfera bollente dove psichedelia, garage rock e punk (‘Going Down’) convivono amabilmente. La band romana ha alle spalle una decina di anni di attività e tanti concerti che hanno sicuramente arricchito l’approccio compositivo e donato spunti ad una creatività fuori dal comune. In ‘Deep Drives’ – definito come la naturale evoluzione di ‘ Breaking Sound’ e ‘Somewhere Else’ - si passa senza problemi da momenti di pura elettronica ad altri in cui le chitarre sembrano quelle dei Kyuss vecchia maniera, ‘Don't Know Why’ potrebbe essere un pezzo degli Idles o dei Fontaines D.C. mentre ‘Follow Me’ e ‘Last Call’ non sfigurerebbero sul nuovo lavoro dei Tame Impala. Anche Primal Scream e Boss Hog sono senza dubbio tra gli ascolti dei ragazzi ma la loro personalità è comunque travolgente e ogni traccia in scaletta scatena qualcosa dentro, brucia, si immola solenne nell’aere e trasmette l’impressione che dal vivo il gruppo sia davvero imperdibile. ‘No Time To Lose’ e ‘No Solution’ sono altri due apici di un disco nervoso, maestoso e incisivo. Un disco che va ascoltato come si faceva un tempo, non su Spotify - li trovate in ogni caso sulla playlist di Suffissocore - o sugli altri servizi streaming. Per carità possono andare bene per scoprire formazioni di questo valore, ma ‘Deep Drives’ è un full lenght d’annata, prodotto e mixato per essere goduto con un impianto come si deve e non consumato in qualche minuto, tra singoli commerciali e pubblicità. In attesa di capire quali saranno le mosse future, i Big Mountain County hanno fatto la storia del rock italiano e la Sister 9 Recordings, etichetta che può vantare tra gli altri Kill Your Boyfriend e Soundwire nel proprio roster, non può che gioire. In ‘Deep Drives’ c’è anche un po’ di Spleen, Leatherette, The Devils. Un po’ di The Loyal Cheaters, Ananda Mida, Post Nebbia e di tutte quelle band che stanno cercando di fare la differenza in un paese come il nostro dove regna il precariato.

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