
A causa del mio lavoro ho diversi amici a Los Angeles. Alcuni artisti che ho intervistato più volte e con i quali ho stretto contatti, ma anche musicisti italiani che hanno trovato un impiego nell’ambiente musicale negli Stati Uniti e che mi aggiornano sullo stato della scena locale. Molti tra loro mi hanno segnalato i Blacklist Union come una delle formazioni live più folgoranti in circolazione ed a loro favore parlano dischi come ‘Back To Momo’ e ‘Letters From The Psych Ward’ che possiedono tutte le caratteristiche vincenti della musica hard rock. Non a caso Tony West, voce spettacolare a metà tra Andew Wood dei Mother Love Bone e Scott Weiland, è stato ad un passo da essere assunto dagli Stone Temple Pilots dopo l’uscita dal gruppo di Chester Bennington. Questo nuovo full lenght, prodotto da Christopher Johnson (Evanescence, Josh Todd), parte fortissimo con ‘Mississippi Moonhound’ e ‘Up In The Smoke’, due singoli che tracciano una linea di continuità col passato, che aveva visto il frontman collaborare con Todd Youth (Murphy’s Law, Danzig), ma con un approccio moderno. Chitarre potenti, ritornelli facili da memorizzare e una ritmica che richiama alla memoria gli anni ottanta. Queste le basi di un album che prende ispirazione da viaggi con l’ ayahuasca, riti sciamanici e relazioni burrascose. ‘Dyin’ 4 U’ è forse l’episodio che rappresenta al meglio la versione attuale dei Blacklist Union ma anche ‘All Hail The King’ e ‘Horns And Halos’, scritta assieme a Paul Crosby, aspettano solamente di essere dilatate dal vivo e rese ancora più martellanti e fragorose. Il materiale è stato registrato tra gli EastWest Studios (Marylin Manson, Linkin Park) ed i The Village Studios, dove sono passati tra gli altri Rolling Stones, Bob Dylan e di recente Lady Gaga, e in ambito hard rock non ascolterete nient’altro di questo valore nei prossimi mesi. La speranza è di vederli presto in Italia, perché anche dalle nostre parti c’è bisogno di rock vero, sudato, sporco, anthemico e suonato da chi se ne intende.


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