
Se apro un motore di ricerca a caso leggo che il musicista di Northampton è stato associato per il suo stile vocale a Ian Curtis dei Joy Division e Paul Banks degli Interpol, che con gli Editors ha venduto milioni di copie di dischi e ha dato alle stampe dischi come ‘The Back Room’ e ‘An End Has A Start, considerati punti di riferimento del revival post-punk. Gli Editors li ho visti la prima volta a Londra, quando il debutto non era ancora uscito o forse era solo uscito nel Regno Unito e doveva ancora trovare distribuzione nel resto d’Europa e del mondo. Ricordo solo che era freddo. Freddissimo anzi. Suonavano al Islington Bar Academy e non sapevo chi diamine fosse. Dopo qualche anno li rividi all’Ankkarock Festival di Vanta, Helsinki e già erano delle stelle. Adesso, dopo tour infiniti e cambi di rotta artistica, Tom Smith ha voluto ritagliarsi uno spazio solista, attraverso il quale esprimere un lato meno conosciuto del proprio talento e la curiosità è che non si è avvalso di pianoforte o sintetizzatori alla moda, vedi ultimi lavori in studio degli Editors, ma di una semplice chitarra. In questo modo riesce a connettersi subito con l’ascoltatore e la scaletta è un susseguirsi di gemme, tra testi magnifici e passaggi vocali in cui demolisce la concorrenza. Magari qualcuno ascolterà questo disco senza sapere chi è Tom Smith e si avvicinerà di conseguenza ad un universo di canzoni pazzesche. Altri compreranno questo disco solo perché lo ha scritto e registrato il loro idolo. Poco importa quando la qualità è tanto elevata. A produrre ‘There Is Nothing In The Dark That Isn’t There In The Light’ è stato Iain Archer, in passato a servizio degli Snow Patrol, e la sensazione è che tracce come ‘Deep Dive’ e ‘Lights Of New York City’, con una tromba spettrale che richiama alla mente la scena jazz di quando Jean-Paul Basquiat, cresceranno ulteriormente dal vivo. Le atmosfere post-punk e gotiche siano solo in sottofondo, in favore di influenze lo-fi e folk più accentuate. Un approccio acustico e onesto, con cui omaggiare le persone e gli eventi che hanno aiutato l’artista ad uscire dai momenti più cupi. ‘Endings Are Breaking My Heart’ e ‘Northern Line’ sono il simbolo di una maturità che non sfocia né nella nostalgia né nella noia.

Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.