
In ambito doom, e non solo, ogni anno escono delle gemme indipendenti capaci di brillare a dispetto di uno scenario attuale piuttosto desolante. Nel 2024 era stato il turno degli Hail Darkness, capitanati dalla carismatica Jez Carter, ed i Castle Rat erano già riusciti a farsi notare con ‘Into The Realm’, che pareva veramente una versione aggiornata di qualche disco dei Virgin Steel. Nemmeno dodici mesi ed i newyorkesi sono tornati nei negozi con un’altra manciata di tracce in bilico tra doom e classic metal che non trovano eguali nel panorama internazionale. Immaginate i Crimson Glory che duellano con i Cathedral, oppure i Purson che omaggiano la discografia di Dio e Pentagram. Al microfono si impone Riley “The Rat Queen” Pinkerton, strepitosa cantante-chitarrista che impreziosisce col proprio talento l’intero concept della band. ‘The Bestiary’ non ha punti deboli, vive di momenti bollenti così come di passaggi atmosferici e vintage, con i quali si interfacceranno facilmente tutti coloro che sono cresciuti con l’heavy metal di fine anni ‘70 e primi anni ‘80. In line-up si distinguono anche Madeline “The Rat Reaperess” Wright, attrice, ballerina e coreografa ed un bizzarro “conte” argentino. Prima Onlyfans come Ruby Foxfire e adesso ‘The Bestiary’ con i Castle Rat, per la Pinkerton si tratta sempre di un gioco. Un gioco però che si è fatto sempre più serio, tanto che il disco è stato registrato sotto la supervisione di un guru come Randall Dunn (che ricordiamo a servizio di Sunn O)))), Myrkur, Zola Jesus) per poi essere mixato da Jonathan Nuñez (Torche, Restless Spirit). La Pinkerton stessa ha dichiarato che si tratta di un volume concettuale sulle bestie contenente una raccolta di creature mistiche provenienti da un mondo dimenticato, tra cui lupi, unicorni e dragoni di dubbia origine (consiglio disinteressato da Giocaconisa fate vostra una copia di Please don’t burn my village della Fireside Games e non ve ne pentirete). Le ultime anime rimaste di ciascuna di esse sono state raccolte e preservate da ‘Wizard’ e le storie ammonitrici di ciascuna bestia e dello stesso mago sono intrecciate attraverso il potere di una serie di canzoni heavy metal tradizionali e dei conseguenti incantesimi. Spettacolare la cover di Chris Allison e da vedere dal vivo prima che tutto finisca.

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