
Il nuovo anno di Nuclear Blast, impegnata a promuovere pure ‘Krushers Of The World’ dei Kreator e ‘The Great Satan’ di Rob Zombie, si inaugura con le ambizioni di una delle più eccitanti formazioni in ambito symphonic metal del momento. Non ha più senso parlare di gruppo emergente perché da anni i tedeschi si sono assestati su standard elevati sia in termini di pubblicazioni che di performance dal vivo. ‘Break The Silence’ riprende certe soluzioni del lavoro omonimo promosso con singoli d’effetto come ‘Reincarnation’ e ‘Dancing In The Dark’ e ne aggiunge altre con intelligenza e furbizia, facendo modo che ogni fascia di pubblico e mercato di riferimento possa avere una o due tracce con cui relazionarsi facilmente. L’intero album è caratterizzato da melodie affabili, una produzione moderna e stacchi ritmici che esaltano il cantato dell’avvenente Jennifer Haben, migliorata sia dal punto di vista tecnico – lo dimostra chiaramente nel lento ‘Ravens’ - che nella costruzione dei testi e delle linee vocali. Le collaborazioni rendono poi l’ascolto ancora più dinamico. Chris Harms dei Lord Of The Lost appare in ‘The Art Of Being Alone’, il singolo più ambizioso del lotto, Asami delle Lovebites in ‘Can You Hear Me’ mentre in ‘Let There Be Rain’ troviamo addirittura The Mystery of the Bulgarian Voices. Un componente etnica e orchestrale che accresce la profondità di una release che ha tutto per ottenere consensi ovunque e non soltanto in patria, in Giappone e nell’Est Europa dove sono stati raggiunti i risultati di vendita maggiori fino a questo momento. ‘Break The Silence’ è il sesto full lenght eppure sembra di recensire dei ragazzi all’esordio per l’energia e la freschezza trasmesse dall’ascolto. Ai vertici del genere sono in allarme.


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