
Recensire quest’album non ha solamente a che vedere con l’ascolto della musica e la semplice analisi delle canzoni perché l’universo che Robert Bartleh Cummings ha saputo creare fin dal principio della sua carriera, prima con i lussuriosi White Zombie e poi in versione solista, è qualcosa di estremamente complesso e variegato. Nella mente di quest’artista allucinato ci sono i fumetti così come la musica industriale, ci sono gli splatter movies degli anni ‘80 così come le opere d’arte che Russ Meyer ha regalato agli appassionati di cinema. Recensire ‘The Great Satan’ significa conoscere il concetto di Satana di Rob Zombie, aver visto la mitica trilogia della famiglia Firefly ma anche Le Streghe di Salem, con una magnifica Sheri Moon. Significa aver giocato al boardgame di House Of 1000 Corpses e consegnato vittime in quantità a Dr. Satan. Non è solo musica quindi. La musica poi è spaziale, perché in tutti questi anni Rob Zombie ha saputo cadenzare le uscite ed i tour in maniera da potersi dedicare a tutti i suoi innumerevoli progetti e non annoiare il proprio pubblico. Il ritorno di Mike Riggs e Blasko è stato fondamentale e ‘The Great Satan’ segna un ritorno alle origini, con chitarre molto anni ‘90 e un tiro di batteria, opera di Ginger Fish, che non si sente quasi più nei dischi rock e metal di oggi. Qualcuno dirà che le atmosfere sono sempre le medesime e che alcuni riff sono già sentiti ma, in tutta onestà, è letteralmente impossibile stare fermi al cospetto di pezzi come ‘Punks And Demons’ e ‘Revolution Motherfuckers’. In questo momento starà scuotendo la testa pure Marilyn Manson. ‘(I’m A) Rock N’ Roller’ e ‘Black Rat Coffin’ poi sono Rob Zombie al massimo della sua potenza: frammenti di dialoghi e trailer di film mescolati a un muro di chitarre sguaiate e synth distorti. Stranamente arcaico ma assolutamente moderno e heavy, ‘F.T.W. 84’ omaggia i Ministry di Al Jourgensen mentre ‘Tarantula’ e ‘Out Of Sight’ faranno felici i vecchi fan dell’artista. Chris “Zeuss” Harris ha contribuito a rendere più potente e spigolosa una scaletta che si accende di continuo e ci mostra una nuova veste, quanto mai sporca e nostalgica, di un personaggio che non finisce mai di stupire. Semplicemente leggendario.


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