Peace In Place
Poison The Well
Sharptone Records
Pubblicato il 18/03/2026 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Wax Mask
2. Primal Bloom
3. Thoroughbreds
4. Everything Hurts
5. Weeping Tones
6. A Wake of Vultures
7. Bad Bodies
8. Drifting Without End
9. Melted
10. Plague Them The Most

Trentasei minuti, dieci canzoni, diciassette anni di attesa. Quando parte ‘Wax Mask’ il lungo silenzio viene cancellato in un attimo ed inevitabilmente scatta l’effetto nostalgia per la prima ondata di metalcore ed un suono che ha influenzato in maniera pesante la comunità post-hardcore e screamo. Questo non è il disco più selvaggio della band, di sicuro non è quello più sperimentale ma probabilmente è il disco più onesto ed a sorprendere è l’urgenza dei pezzi dopo così tanto tempo trascorso fuori dal giro. Nella scaletta vengono bilanciate robuste linee melodiche, improntate sul cantato versatile di Jeffrey Moriera, fragilità emotiva, liriche introspettive e breakdown massici come se i “ragazzi” fossero insieme da qualche mese. Scorrendo le tracce non si ha mai la sensazione di un’interruzione, di una crisi, di un periodo di pausa. Al contrario ‘Primal Bloom’ e ‘Thoroughbreds’ sono viscerali, dilanianti, tanto da sembrare composte da un gruppo appena tornato da un lungo tour e con la carica della dimensione live ancora addosso. Mantenersi innovativi, dopo tanto tempo, non era certo semplice. I Poison The Well ci sono riusciti, evitando di scimmiottare il passato o assomigliare a qualcun altro. La loro identità sonora è inattaccabile e nell’album troverete frustrazione, delusioni e sofferenza come all’epoca di ‘The Opposite Of December’, capolavoro assoluto del metalcore indiscusso del metalcore capace di anticipare di anni ciò che interi movimenti hanno in seguito normalizzato, o ‘Tear From The Red’. Il disco vanta la produzione di Will Putney (Better Lovers, Fit For An Autopsy), un nome di riferimento assoluto per la produzione heavy in questo periodo che è riuscito a dare potenza al sound senza perdere in introspezione melodica o pulizia. ‘Peace In Place’, immesso nei negozi con la copertina di Frank Maddocks (Linking Park, Deftones), è forse meno denso e claustrobico di ‘The Tropic Rot’, ma allo stesso tempo arriva in testa come il punk di Black Flag o Bad Religion. In mezzo secondo veniamo catapultati sul palco dei Poison The Well, con Ryan Primack e Vadim Taver che saltano dappertutto e l’adrenalina che scorre a fiumi. ‘Bad Bodies’ è sorretta da un groove pazzesco mentre ‘Drifting Without End’ risulta l'episodio più cinematografico e introspettivo.‘Weeping Tones’ e ‘A Wake Of Vultures’ dimostrano invece la duttilità della sezione ritmica formata da Noah Harmon e Christopher Hornbrook, ma parlare di singole tracce ha poco senso. ‘Peace In Place’ è infatti un disco da ascoltare a fondo, più volte, dall’inizio alla micidiale conclusione di ‘Plague Them The Most’, senza distrarsi mezzo secondo. Un disco magnifico in cui immergersi e realizzare che il metalcore ha ancora un significato. E non so quanto sia positivo il fatto che a ricordarcelo sia una formazione della vecchia scuola. Ma noi godiamo ugualmente. 

Songs
1. Wax Mask
2. Primal Bloom
3. Thoroughbreds
4. Everything Hurts
5. Weeping Tones
6. A Wake of Vultures
7. Bad Bodies
8. Drifting Without End
9. Melted
10. Plague Them The Most
Poison The WellPoison The Well
Poison The Well
From USA

Discography
1998 - Distance Only Makes The Heart Grow Fonder
1999 - The Opposite Of December..
2002 - Tear From The Red
2003 - You Come Before You
2009 - The Tropic Rot
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