Engines Of Demolition
Black Label Society
Spinefarm
Pubblicato il 07/04/2026 da Francesco Brunale
Songs
1. Name In Blood
2. Gatherer Of Souls
3. The Hand Of Tomorrows Grave
4. Better Days & Wiser Times
5. Broken And Blind
6. The Gallows
7. Above & Below
8. Back To Me
9. Lord Humungus
10. Pedal To The Floor
11. Broken Pieces
12. The Stranger
13. Ozzy’s Song
14. Name In Blood (Unblackened)
15. Lord Humungus (Unblackened)

Dopo cinque anni di silenzio, una serie di tour interminabili con i riformati Pantera e il comeback con Ozzy nel mitico concerto tenuto a Birmingham nell’estate scorsa (“Back To Beginning”), si rifà vivo con i suoi Black Label Society il mitico Zakk Wylde con un disco che è quello che i suoi fan si aspettavano da molto tempo. Chi conosce la storia di questa band, sa bene cosa trovarsi dinnanzi ogni qualvolta essa decide di mettere sul mercato musica nuova. La ricetta, sostanzialmente, è sempre la stessa, caratterizzata da riff abbondanti che pagano dazio ai Black Sabbath e al southern rock a cui si vanno ad aggiungere una serie di ballate, mai banali, che rivelano l’anima più morbida del combo capitanato dall’ex chitarrista di Ozzy (a cui è dedicato il lento sincero, ma non eccezionale “Ozzy’s Song”). Fatte queste precisazioni, “Engines Of Demolition” ci racconta una serie di cose. In primo luogo si nota come la band goda di ottima salute e brani quali l’opener “Name in Blood”, caratterizzata da un ritornello niente male e la successiva “Gatherer Of Souls”, che ha un’apertura chitarristica ad un certo punto del pezzo semplicemente spettacolare, fanno capire come l’ispirazione non sia andata persa. Anche quando i ritmi si rallentano volutamente e vengono fuori i lenti, tipici della loro produzione, si ha l’impressione che tutto vada per il meglio. Un esempio forte lo si può avere con la soffice “Back To Me”, le cui atmosfere plumbee e lente ci danno un’idea dello stato di ispirazione di Zakk e soci. Il calderone offerto poi spazia tra riferimenti ai seminali Down (vedi “Broken And Blind”) e i soliti Black Sabbath che sono citati in modo abbastanza esplicito nella immediata “Above & Below”. Insomma, va tutto bene, ma rimane sempre un piccolo rimpianto quando si ascolta un disco dei Black Label Society. Le canzoni sono, come al solito, accattivanti (la claustrofobica “Lord Humungus” è il classico esempio), ma l’impressione che se ne ricava è che a questa band manchi sempre un centesimo per fare un euro. Ed è questa la differenza con i gruppi che poi hanno lasciato un segno all’interno della storia del rock e non solo. Probabilmente questo senso di leggera imperfezione è ciò che caratterizzerà per sempre la creatura guidata da Zakk Wylde a cui, comunque, va dato atto di essere rimasto sempre sé stesso, in barba alle mode e alle tentazioni commerciali. E questo non può non essere considerato un pregio alla fine di tutto.

Songs
1. Name In Blood
2. Gatherer Of Souls
3. The Hand Of Tomorrows Grave
4. Better Days & Wiser Times
5. Broken And Blind
6. The Gallows
7. Above & Below
8. Back To Me
9. Lord Humungus
10. Pedal To The Floor
11. Broken Pieces
12. The Stranger
13. Ozzy’s Song
14. Name In Blood (Unblackened)
15. Lord Humungus (Unblackened)
Black Label SocietyBlack Label Society
Black Label Society
From USA

Discography
1999 - Sonic Brew
2002 - 1919 Eternal
2003 - Blessed Hellride
2014 - Catacombs Of The Black Vatican
2018 - Grimmest Hits
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