
Non sempre band e label scelgono i singoli giusti per promuovere i loro album. Spesso si affidano al trend del momento, suggerendo qualcosa che è totalmente differente dalla reale entità di chi suona, e altre volte scelgono semplicemente il pezzo sbagliato, che non gira, non funziona o comunque non possiede il tiro necessario per distinguersi nel saturo mercato di oggigiorno. Nel caso di ‘Living Out Of Line’ – promosso con l’efficace video di Marcus Undhagen - invece siamo al cospetto del singolo perfetto. Al suo interno c’è tutto quello che sappiamo o dobbiamo sapere degli svedesi ovvero glam metal alla massima potenza, energia, melodie capaci di fissarsi subito in testa e tanta passione per il rock n’ roll da strada. Nelle scorse settimane sono poi usciti altri due singoli d’effetto come ‘Wasteland’, ballata che potrebbe avvicinare nuovi fan, e ‘All Hail Hypocrisy’, pezzo alla Hanoi Rocks che lascia intendere l’attitudine dei ragazzi e per questo è stato scelto come titolo di questo terzo album. Nel complesso il successore di ‘Venomous Anonymous’ appare leggermente più vario ma il legame tra i due full lenght è fortissimo e non avrebbe potuto essere diversamente. Si passa da ‘Beating In My Chest’ - nella quale il frontman Lizzy De Vine parla dell’esperienza vissuta a Los Angeles, dove è stato il cantante e compositore di Vains of Jenna - a pezzi tirati come ‘Triple Threat’ e ‘Bad Addiction’, che fanno pensare per un attimo agli Hardcore Superstar ed alla storia dello sleaze rock. Un altro apice assoluto in scaletta è ‘Cashed Out’, che dimostra come il songwriting della band sia cresciuto e maturato. ‘All Hail Hypocrisy’ è il classico album senza tempo, pieno di pezzi da cantare a squarciagola in macchina ma anche capace di fare riflettere. E la riflessione più profonda è sulla scena sleaze-glam, su quante band bastarde e fottutamente gigantesche ha generato. Band che magari non hanno venduto mezza copia o che sono scomparse nel nulla. I The Cruel Intentions invece hanno saputo gestire la pressione e comporre con calma, stare fermi quando era giusto farlo e tirare fuori un altro album in grado di fare la differenza.


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