
Sono trascorsi oltre trent’anni da quando Erk Aicrag e Racso Agroyam hanno iniziato la loro avventura in ambito harsh EBM e industrial. Un’avventura epica, caratterizzata da dischi enormi nonostante le difficoltà economiche, la distanza geografica dalle comunità più attive e la crisi della scena. Dopo tutto questo tempo, con una valanga di materiale pubblicato considerando pure i progetti paralleli Dulce Liquido e Rabia Sorda, non sembrano avere alcuna intenzione di ammorbidirsi. Il duo messicano si è infatti chiuso in studio per riaffermare il ruolo storico di pionieri dell’aggrotech con canzoni più dirette e meno criptiche rispetto a quelle di ‘Hyper Violent’. Nemmeno il tempo di sfogliare il libretto di ‘Unseen Horror Scenes’ che vi sentirete presi al collo da blocchi di synth taglienti, ritmiche in bilico tra drum n’ bass e EBM da pista e parti vocali corrosive e aggressive, fino al limite del sovrumano. Non ci troviamo di fronte ad un concept in senso stretto, ma le quindici tracce condividono un filo tematico abbastanza coerente da farlo sembrare la colonna sonora per un film distopico mai realizzato. Il bersaglio polemico è l'epoca degli schermi: dipendenza da smartphone, manipolazione algoritmica, tradimento, isolamento sociale. ‘Brainrot’ è probabilmente il manifesto del disco e richiama il fenomeno del logoramento cognitivo causato dal consumo compulsivo di contenuti digitali a basso valore. Musicalmente è uno dei pezzi più ossessivi e ripetitivi dell'album, costruito apposta per imitare quel loop mentale di cui parla. ‘The Screen’ e ‘Fallen Paradise’ sono ancora più glaciali mentre ‘Blood In The Wires’ sfocia quasi nel deathcore e ‘Echoes Of The End’ richiama alla mente le atmosfere malsane dei capolavori del passato. Da segnalare la presenza di Rafael Reyes dei Prayers e di un mixaggio diverso dal solito, con spigoli e accenti posizionati ad arte perché non cali mai la tensione. Un album solido e onesto, costruito in maniera che la decadenza digitale non venga solo denunciata ma anche utilizzata per reagire.


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