
Ho avuto l’occasione di intervistare i norvegesi un paio di volte e di approfondire la conoscenza di Frode Glesnes, da cui ho percepito una passione smisurata per la propria musica e per la cultura norrena in generale. Parlare solo di viking metal è infatti riduttivo quando ci si avvicina agli Einherjer che con ‘Lifeblood’ hanno realizzato un altro capolavoro dopo l’altrettanto ottimo ‘North Star’. Tutto quello che avevamo scritto in merito all’album precedente viene confermato da queste otto tracce che riflettono il desiderio di scoprire un senso di appartenenza e un patrimonio culturale non esclusivamente legato alle proprie radici. Dopo oltre trent’anni di carriera, i membri si sono guardati indietro riflettendo su ciò che li ha plasmati e sulle forze che li hanno accompagnati nel loro percorso. Lo stesso chitarrista ha dichiarato che l’album parla di continuità e di come il passato non scompaia mai veramente, ma scorra attraverso di noi come una corrente. Pezzi superbi come ‘Gone’ e ‘Dei Så Ser’ permettono di riconnettersi con la linfa vitale che scorre al nostro interno e denotano una propensione live accentuata. La produzione è perfetta per un disco viking metal, con batteria in costante primo piano ed una grana di chitarre spaventosa. L’apice coincide curiosamente con la conclusione, lasciata ai nove minuti di ‘The Eternal North’, perché guardare al cielo, all’orizzonte e nel complesso alla Natura, che per fortuna ancora non ci ha abbandonati, è l’unico modo rimasto per riscoprire quello che siamo veramente. Un decimo full lenght che merita di essere promosso nel migliore dei modi perché non si esaurisce al primo ascolto. Ciascun brano è strutturato con cura e ha qualcosa da dire, con l'unica variabile che distingue i pezzi tra loro nell'intensità e nell'atmosfera. Come le maree che scorrono lungo il Karmsundet, il fiordo che bagna Haugesund, la musica degli Einherjer lavora per stratificazione, rivelando la propria profondità con pazienza e progressione, sfociando a volte nel black metal ed in altri frangenti nell’heavy metal tradizionale o nel folk. La riprova che la longevità artistica non è questione di sopravvivenza, ma di radicamento. Sangue vitale, appunto.


Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.