
Se c’è qualcosa che ho imparato al Tons Of Rock di quest’anno è come il popolo norvegese si approccia al culto del metal estremo. Che si parli di black o di death, che si parli di Inner Circle o di formazioni di stampo moderno, c’è un’attenzione a questa forma d’arte davvero rara da trovare in altre nazioni. Thomas Eriksen, ex-bassista dei The Deathrip attivo pure con i Pale Kids e con l’interessante progetto Udåd, è uno dei maggiori esponenti di una nuova ondata black metal che ha ancora il potere di influenzare appassionati da tutto il mondo. In tal senso ‘Monolitt’ si pone come un potente successore di ‘Syv’ e l’aspetto più curioso è vedere come Mork omaggi i Darkthrone dei capolavori degli anni Novanta (‘Ødelagt’) mentre Fenriz e Nocturno Culto guardino a tutt’altro. ‘Skrømt’ e ‘Jutul’ mi hanno riportato alla mente anche certe cose dei Satyricon, ma parlare di influenze o derivazioni sarebbe quanto mai sbagliato. ‘Monolitt’ è infatti il manifesto di un suono libero e viscerale, estremo e maledettamente personale. Asgeir Mickelson (Ihsahn, Spiral Architect, Borknagar) è una macchina dietro le pelli e episodi come ‘Martyr’ e ‘Torden’ mostrano un approccio live-oriented che esalta l’atmosfera opprimente chiamata a permare l’intero disco. Il mixaggio è stato curato al Toproom Studio da Børge Finstad (Mayhem), la copertina è stata realizzata da Kjell Åge Melland e contributi in fase di registrazione sono venuti anche dal bassista live Øyvind Kaslegard (Svart Lotus, ex-1349). Non siamo di fronte ad una release che vive di immediatezza e può essere bruciata in un paio di ascolti. Al contrario ‘Monolitt’ cresce di ascolto in ascolto ed esibisce una forza punitiva e ipnotica in grado di conquistare un range di pubblico molto più ampio di quanto si possa credere.


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