
I norvegesi e tutto quello che ruota attorno alla loro storia offrono campo a polemiche continue. Qualche contraddizione di fondo c’è sicuramente. Basti pensare che sono su Spotify o che Anders Odden dei Grand Cadaver organizza un vip tour bus nei luoghi culto dell’Inner Circle. Posso affermare con certezza però che i Mayhem continuano ad emozionarmi e che da quando ho iniziato ad ascoltare ‘Liturgy Of Death’, in vista della loro performance al Tons Of Rock di Oslo dove divideranno il palco tra gli altri con Behemoth e Possessed, non ho più smesso. Con quattro decenni di oscurità alle spalle, gli autori di ‘De Mysteriis Dom Sathanas’ sono una delle forze più influenti e durature della musica estrema. Dai famigerati primi anni di Euronymous e Dead al loro attuale dominio come maestri del caos controllato, la band ha affrontato tragedie, reinvenzioni ed evoluzioni, emergendo più forte che mai. Dal vivo sono ancora paurosi e il loro pubblico li supporta come se i fatti che hanno ispirato Lords Of Chaos fossero avvenuti qualche mese fa. Portare avanti quel nome è una responsabilità forte e ‘Liturgy Of Death’ li spinge ancora oltre ‘Daemon’, grazie ad una line-up impeccabile e ad una visione che bilancia vecchia scuola e teatralità con un taglio moderno ma mai offensivo o denigratorio rispetto al passato. Ascoltare Teloch e Hellhammer - in ‘Despair’ è qualcosa di disumano - è ancora un piacere. La scelta di fare cerchio attorno a Attila Csihar ha poi ripagato da tutti i punti di vista e tracce come ‘Ephemeral Eternity’ e ‘Funeral Existence’ simboleggiano dove è riuscito ad arrivare il black metal e cosa può ancora proporre, sia ai fan della prima ora sia alle fasce di ascoltatori più giovani. ‘The Sentence of Absolution’ chiude, epica e solenne, un’opera oscura e dilaniante.


Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.